Esteri

Il presidente della Colombia attacca Enel sui prezzi dell’energia, la società chiarisce: “Agito correttamente”

La crescita dell’inflazione registrata in Colombia a marzo (5,56 per cento su anno) è in gran parte da attribuire al comportamento della compagnia Enel, che ha “distorto” il prezzo dell’energia a Bogotà, con una crescita del 9 per cento in un solo mese. Lo ha detto il presidente della Colombia, Gustavo Petro (nella foto).

Il Presidente ha invitatol’ ambasciatrice colombiana a Roma di “avviare azioni, in base alle leggi italiane ed europee” per fare chiarezza su un caso definito come “un furto” ai danni dei consumatori colombiani.

“Il principale responsabile della crescita del tasso di inflazione del mese di marzo è stato Enel e non il salario minimo”, ha scritto Petro su X, difendendo la sua politica a protezione dei redditi dei meno abbienti.

Secondo il presidente, la compagnia – che genera energia nel Paese e la distribuisce anche nella capitale -, avrebbe avuto un comportamento da monopolio. “Enel ha speculato ed è stata multata dalla Sovrintendenza ai servizi”, ha aggiunto i pubblicando il comunicato con cui l’agenzia governativa Superservicios ha imposto una sanzione di 2,84 miliardi di pesos “per distorsione nel prezzo nella borsa energetica”.

Per Superservicios le indagini hanno rivelato che sono stati praticati prezzi “non corrispondenti alle condizioni reali del sistema”, scartando le fonti più economiche ed “elevando artificialmente il prezzo dell’energia. Questo caso mostra un precedente nel controllo sul mercato dell’energia: è la prima multa confermata per distorsione dei prezzi nella borsa (energetica), scrive l’agenzia.

In relazione alle preoccupazioni emerse riguardo all’andamento della tariffa dell’energia del mese di marzo, Enel Colombia, interpellata da “Agenzia Nova”, chiarisce che i dati sull’inflazione pubblicati dal Dipartimento Amministrativo Nazionale di Statistica (Dane) “tengono conto non solo della tariffa dell’energia (costo del kWh), ma anche dei livelli di consumo delle famiglie”.

Le tariffe dell’energia in Colombia sono regolate dalla Commissione di Regolazione dell’Energia e del Gas (Creg) e riflettono “l’evoluzione dei costi dei diversi componenti del servizio elettrico, influenzati da fattori economici, dai prezzi dei combustibili e dalle condizioni del mercato elettrico” spiega l’azienda.

Con riferimento alla tariffa di febbraio, a Enel Colombia chiarisce che nel mese di gennaio è stato riconosciuto ai clienti un credito straordinario una tantum di 40 pesos per kWh, che ha portato la tariffa a essere la più bassa dell’intero mercato elettrico colombiano.

Petro ha spinto l’innalzamento del salario minimo del 23,7% dall’1 gennaio scorso, e ora difende la sua eredità politica. Il presidente di sinistra radicale non si può costituzionalmente ricandidare e punta sul suo delfino Ivan Cepeda Castro, che promette di governare in continuità con lui, sfidato da Abelardo de la Espriella alle prossime elezioni del 32 maggio..

Quindi mira a difendere a tutti i costi la sua eredità per poter tirare la volata al suo successore, la cui vittoria lo renderebbe un padre nobile della sinistra colombiana e del mondo progressista latinoamericano e non solo. Peraltro, Enel non è un attore “straniero” nello Stato sudamericano: da quando nel 1997 Enel è entrata nell’Eeb, la società energetica della capitale Bogotà. E accusarla ora di remare contro la Colombia appare quantomeno frettoloso.

 

BTZ

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