C’è un sospettato per i tre omicidi di donne avvenuti a Roma giovedì mattina. Il cerchio si è stretto intorno ad un uomo di 50 anni, già conosciuto dalle forze dell’ordine per una lunga serie di reati. Il presunto omicida, Giandavide De Pau, è parte integrante del clan Senese, organizzazione criminale camorrista che ha messo in scacco tanti quartieri della Capitale e che arrivò a Roma stringendo nel passato un patto criminale con la Banda della Magliana. De Pau in passato è stato l’autista del boss Michele Senese, detto o’ pazzo, per le tante perizie psichiatriche che lo avevano valutato per la sua instabilità mentale. Il presunto pluriomicida, Giandavide De Pau, era attivo nel narcotraffico nelle piazze di spaccio al Tiburtino, San Basilio e a Tivoli. L’ultimo guaio con la giustizia, il primo dicembre del 202°, quando era stato arrestato insieme ad altre 27 persone accusate a vario titolo di traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso. In un filmato agli atti dell’operazione un tempo nota come Mafia Capitale, De Pau accompagna, il 30 aprile 2013, Michele Senese ad un incontro con Massimo Carminati al bar tavola calda La piazzetta, dietro Corso Francia Il nome di De Pau compare anche nell’operazione Alba Tulipano, quella che aveva assestato un duro colpo al clan Senese. Arrestato due anni fa, successivamente Giandavide De Pau è tornato in libertà. E adesso è sospettato di un triplice omicidio. Classe 1971, la fedina penale di Giandavide De Pau racconta di precedenti per stupefacenti. Nel 2008 e nel 2011 è stato ricoverato all’ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino. Tra gli altri reati contestati in passato anche porto d’armi abusivo, lesioni personali, violenza sessuale, violazione di domicilio e ricettazione.La svolta alle indagini sul triplice omicidio di Roma sarebbe legata anche ad alcune testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine nelle ultime ore. In particolare gli elementi forniti da due cittadini cubani e una terza persona avrebbero indirizzato l’attività investigativa sul 50enne. Il fermo è avvenuto nell’abitazione del presunto serial killer. Al momento del blitz, si trovava nella sua abitazione di Primavalle e all’arrivo degli agenti indossava gli stessi vestiti con i quali compare nelle telecamere di videosorveglianza dei luoghi degli omicidi. Il fermo è stato il frutto di una stretta collaborazione tra Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri. Poi il Questore di Roma: “In merito ai tragici fatti che si sono verificati nel quartiere Prati, siamo estremamente soddisfatti per il lavoro che stanno portando avanti la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica, in sinergia informativa con l’Arma dei Carabinieri, seguendo le indicazioni della Procura della Repubblica. Per dettagli inerenti lo stato delle indagini dobbiamo confrontarci con il procuratore Lo Voi, con il quale siamo costantemente in contatto, per doveroso rispetto verso chi ha la direzione delle stesse e verso il lavoro che sta conducendo il pm titolare, insieme al Capo della Squadra Mobile”. Questa la dichiarazione di Mario Della Cioppa. “Quale Autorità provinciale di pubblica sicurezza, ben consapevole delle aspettative della cittadinanza, molto scossa dai fatti e che, giustamente, invoca sicurezza – sottolinea Della Cioppa – posso assicurare che al momento la situazione è sotto stretto controllo e riteniamo di poter affermare che la collettività possa tornare a essere più tranquilla, perché altri fatti collegati a questi tragici eventi avvenuti non ci saranno. Al momento opportuno, gli organi investigativi e la Procura della Repubblica forniranno le informazioni doverose”.
Aggiornamento serial killer Roma ore 15.53
