Il mese scorso, il Progetto della Grande Isola di Nicobare (GNIP) ha attirato molta attenzione, mirando allo sviluppo dell’omonima isola nel territorio dell’Unione delle Isole Andamane e Nicobare in India.
In effetti il progetto è stato criticato dalla leader del Congresso Nazionale Indiano Sonia Gandhi che si è principalmente soffermata sulle potenziali conseguenze ambientali, fingendo di ignorarne l’importanza geostrategica, inducendo il portavoce del partito al governo, il BJP, a chiederle per conto di chi sta facendo opposizione
Fuori dalla polemica politica, l’India ha adottato l’ “Act East” da oltre un decennio, dopo che il Primo Ministro Narendra Modi ha sottolineato l’intenzione di rafforzare in modo completo i legami tra il suo stato-civiltà e l’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico). .
L’autostrada trilaterale con Myanmar e Thailandia avrebbe dovuto essere il progetto di punta di questa politica, ma ha incontrato difficoltà a causa dell’ultima della guerra in Myanmar, ora il partito indiano al Governo considera prioritario il progetto sull’isola.
Trasformando le Grandi Nicobare in un porto d’altura, un aeroporto e un hub militare, l’India ottiene un punto d’appoggio strategico vitale a soli 160 km dallo Stretto di Malacca, una strozzatura cruciale attraverso il quale transitano l’80% delle importazioni di petrolio della Cina e il 40% del commercio globale.
Ciò consente all’India di monitorare il traffico marittimo, proiettare la propria potenza sull’Oceano Indiano orientale e utilizzare rapidamente risorse navali e aeree .
Anche se è diffusa l’opinione parte l di un riavvicinamento con la Cina, Pechino e Nuova Dehli sono concorrenti, anche se non rivali. L’unico cambiamento recente è che ora sembra esserci un rinnovato interesse per una gestione responsabile delle tensioni al confine, in vista di una graduale crescita degli scambi commerciali bilaterali. .Il GNIP può quindi essere interpretato come un mezzo per controbilanciare quelle che considera le politiche egemoniche regionali della Cina.
L’ “Act East”. È apparentemente guidato da imperativi economici, ma include in modo obiettivi strategico-militari non dichiarati che tuttavia potrebbero rappresentare il consolidamento del ruolo previsto dall’India come custode del suo oceano.
Questi non rappresentano una minaccia oggettiva per la Cina, ma mirano a controbilanciarla e scoraggiarla nel caso in cui le tensioni dovessero ripresentarsi in futuro.
La transizione sistemica globale verso la multipolarità è tale che grandi potenze come l’India stanno promuovendo in modo indipendente i propri interessi rispetto a grandi potenze, uno sviluppo naturale che stabilizza l’equilibrio di potere emergente.
GIElle
Nella foto il Presidente indiano Modi
