La guerra di Putin

Il rublo volatile favorisce l’inflazione, ma l’economia russa non è in ginocchio

di Giuliano Longo

Il 28 novembre il il rublo a 113 dollari ha raggiunto  il livello più basso dall’inizio della guerra in Ucraina. Da allora è risalito leggermente a 105 il 4 dicembre, ma nell’ultimo mede rimane in calo di circa l’8% rispetto al dollaro.

La valuta della Russia  è stata volatile  da quando le sue truppe hanno invaso l’Ucraina nel febbraio 2022. Il crollo iniziale ha visto immediatamente  il rublo perdere un terzo del suo valore  per l’introduzione delle sanzioni occidentali.

Il deflusso di capitali dalla Russia ha reso il rublo più facilmente disponibile sul mercato dei cambi, causandone quindi il deprezzamento.In risposta, la banca centrale russa allora obbligò gli importatori a convertire in rubli  l’80% dei loro guadagni in valuta estera, limitandone i prelievi in valuta estera a 10.000 dollari.

M il calo dei prezzi dell’energia e le sanzioni più severe nel 2023 hanno causato un calo delle entrate dalle esportazioni nei paesi del G7, l’UE e Australia che hanno imposto un un tetto al prezzo  del petrolio russo,diminuendo gli afflussi di valuta estera con una riduzione del valore del rublo.

Le nuove sanzioni statunitensi , entrate in vigore il 21 novembre, hanno peggiorato la situazione. Gazprombank, uno dei pochi grandi istituti di credito russi che non erano ancora stati presi di mira, così come 50 banche russe di piccole e medie dimensioni,  sono state  tagliate fuori dagli affari con gli Stati Uniti e i suoi alleati.

La Banca di Russia è intervenuta sospendendo tutti gli acquisti di valuta esterafino alla fine dell’anno per stabilizzare il tasso di cambio ufficiale, anche se le negoziazioni continueranno sul mercato nero.

Il rublo debole peserà sui cost dell’importazione di beni o materiali così come sui profitti delle aziende dipendenti dalle importazioni che potrebbero trasferire i costi sui consumatori.

A ottobre il tasso di inflazione era di circa l’8%  e non si prevede che scenderà prima della fine dell’anno, tuttavia Putin, e il suo ministro dell’economia, Maxim Reshetnikov,sostengono che non sono necessarie di misure di emergenza per sostenere il rublo.

Reshetnikov ha riferito che  la volatilità del rublo è dovuta alla forza globale del dollaro USA e ha previsto che le preoccupazioni del mercato in seguito alle ultime sanzioni, si sarebbero presto stabilizzate.

Anzi, Mosca sostiene  che un rublo più debole è più favorevole poiché  convertire in rubli le valute estere più forti dalle esportazioni di energia, darà al Cremlino più valuta nazionale per colmare il deficit di bilancio.

La Russia non è in ogni caso isolatae il cordone sanitario sul fronte occidentale non è né impenetrabile, né riguarda ogni settore: ad esempio quelli chiave energetici, come gas e nucleare che non sono stati radicalmente colpiti.

 

Discorso parzialmente diverso per il petrolio, il cui export rimane uno degli elementi trainanti dell’economia russa e con i prezzi intorno ai 60 dollari rimane un’ancora importante per il sistema. Problemi di destabilizzazione potrebbero affacciarsi in futuro se alle restrizioni finanziarie si aggiungessero bassi prezzi dell’oro nero, sotto i 40 dollari, per cui l’economia russa  subirebbe contraccolpi evidenti.

 

Lo scorso novembre il Governo ha approvato  il bilancio federaleper il prossimo anno, che prevede di aumentare la spesa militareper un equivalente di 130 miliardi di euro, portandola al 7% del PI,mentre prima della guerra  era del 3,6%.

 

Se inizialmente i costi della guerra furono finanziati dalle esportazioni di energia, ora tra sanzioni e fluttuazioni dei prezzi sui mercati le casse pubbliche registrano un deficit comunque molto contenuto del,  2%.

 

Ma è anche vero che l’economia russa sull’onda del conflitto si sta surriscaldando, con la crescita della domanda aggregata nell’ultimo triennio del 10%che ha portato a una crescita nel 2023 del 3,6%.Quest’anno la performance sarà analoga, ma per il prossimo biennio ci sarà un rallentamento, sotto il 2%secondo le stime della Banca Mondiale.

 

Il quadro russo attuale quindi  non è roseo, ma nemmeno catastrofico, soprattutto in relazione al contesto europeodove le  economie continentali (dall’altra parte della barricata) attraversano fasi  problematiche, come nel caso della Germania, vittima  dello spostamento degli equilibri energetici.

 

Quanto saranno effettivamente grandi le difficoltà economiche per Mosca nel2025dipenderà dal corso del prezzo del petrolio. Un  crollo dei proventi delle esportazioni peggiorerebbe considerevolmente la situazione.  Tuttavia la situazione in Medio Orientefa ritenere che il prezzo del petrolio potrebbe aumentare, anche se marginalmente a Tutto vantaggio della Russia e dei paesi Opec+.

Related posts

Fatto saltare in aria il Capo della difesa nucleare, chimica e batteriologica russa ed il suo vice. La rivendicazione di Kiev

Redazione Ore 12

Nella città ucraina di Mariupol almeno 1600 vittime tra i civili e il Sindaco è stato rapito

Redazione Ore 12

Crisi Ucraina, Coldiretti: “+22,8% prezzi cibo spinge carestia e inflazione”

Redazione Ore 12