Politica

Il ruolo della sanità per uno sviluppo sostenibile/2

                                     di Fabrizio Pezzani (*)

 

 

Se il numeratore è pari al denominatore abbiamo una distribuzione equa tra i due valori, ma se il denominatore è superiore al numeratore è evidente che non ci sono sufficienti beni per tutti per cui abbiamo due strade la prima è che ci si accontenti di un numero di desideri non realizzabili ma il modello culturale attuale è di non sostenibilità ed ognuno cerca il massimo per se stesso creando una lotta infinita per aggiudicarsi il maggiore volume di beni in una lotta infinita per aggiudicarsi il maggiore volume di beni in uno scontro di tutti contro tutti. Salta il bene comune e con lui la sostenibilità dei consumi: siamo arrivati a questo punto e la percezione della fine di un modello di sviluppo non sostenibile  diventa sempre più evidente con  il suo fallimento, siamo in presenza di un nuovo modello che ci fa ritornare alla sostenibilità dichiarata nella dichiarazione dei diritti universali dell’uomo del 1948 che sembrano stati scritti in tempi lontani di cui non abbiamo più memoria.

Il tema della sostenibilità ambientale, oggi pienamente accolto, nasce formalmente nel 1987 con la presentazione del rapporto Bruntland o Our Common Future che si prova a definire il concetto di sviluppo sostenibile legato al mondo naturale ed ad una sua gestione che ne assicuri la funzione nel futuro alle nuove generazioni. Questo concetto che sembra nuovo era invece profondamente radicato nelle comunità agricole e dei contadini in cui il rapporto con il mondo naturale era una spinta vitale da cui trarre tutto per vivere; per loro che vivevano in uno stretto rapporto con la natura la conservazione dei beni naturali era legata alla loro stessa esistenza.

A distanza di poco tempo dal Rapporto Bruntland si colloca la dichiarazione di Stoccolma del 1987 che apre ad un concetto più ampio di sostenibilità in quanto pone come problemi il “diritto di tutti gli esseri a condizioni di vita soddisfacenti in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere”. Solo due anni dopo ci sarebbe stato il crollo dell’Unione Sovietica e il modello vincitore sarebbe stato quello degli Usa con altissimi consumi di generi alimentari, insensibile ai risparmi energetici ed alimentari, il mondo stava per cambiare ma nella direzione sbagliata.

 

La sostenibilità sociale si declina con i termini di equità e di democrazia, riportando nei sistemi sociali il senso di solidarietà e di relazionalità che sono alla base di una società sostenibile. Tutte le dichiarazioni sui diritti dell’uomo a partire dalla Magna Charta Libertatum del 1215, in pieno medio evo , per arrivare a quella del 1948 ed al trattato dell’Unione Europea- sono incentrate sul diritto all’uguaglianza, ad un benessere che possa dare dignità alla persona, il diritto all’assistenza sanitaria ed alla scuola, ad un lavoro che consenta la dignità e questi sono sempre i principi fondamentali che rappresentano il senso del welfare molto presente nei trattati europei ma molto meno nel modello Usa basato sul mercato.

Lo stesso trattato dell’Unione Europea è molto chiaro sia nel preambolo che negli articoli da 1 a10, sul senso dello sviluppo sostenibile e sul ruolo delle istituzioni al servizio dei cittadini; dunque la stessa Unione Europea fonda il suo senso di appartenenza sui principi fondamentali delle dichiarazioni universali dei diritti dell’uomo.

Come abbiamo visto nelle pagine precedenti vi è una stretta correlazione tra disuguaglianza e sostenibilità sociale definibile come capitale sociale: alla diminuzione della disuguaglianza corrisponde una maggiore tenuta sociale, diremmo aumenta la sostenibilità sociale al contrario all’aumentare della disuguaglianza tende a ridursi il capitale sociale, la vivibilità diffusa e quindi peggiora la sostenibilità sociale.

Il modello socioculturale che stiamo vivendo è opposto all’equità, alla democrazia ed allo sviluppo sostenibile con una concentrazione di ricchezza che non si è mai verificata nella storia dell’uomo e profondamente stridente con le  regole ed i principi alla base di una convivenza civile in una società globale in cui aumenta la povertà e la denutrizione

Un aspetto importante per declinare la sostenibilità sociale è il suo confronto con il concetto di democrazia che trova nella moneta dollaro la scritta E pluribus unum ma anche quanto questa affermazione sia ormai lontana dalla realtà. La democrazia (dal greco antico:  démos «popolo», kratos, potere) significa governo del popolo esercitato direttamente o indirettamente dal popolo, generalmente identificato come l’insieme dei cittadini della polis che ricorrono in generale ad elezioni libere.

Un fattore chiave in una democrazia è la presenza, all’interno di una nazione, di una cultura democratica: una “democrazia politica” senza cultura democratica diffusa nei cittadini non sarebbe una democrazia.

Fra i pensatori politici e i filosofi che hanno sollevato dibattiti su tale questione all’interno della tradizione nordamericana ritroviamo certamente Noam Chomsky. La declinazione della democrazia, come sostenibilità sociale, è stata la causa dei sanguinosi conflitti in Medio Oriente in cui la pretesa di impiantarla militarmente è stato un suicido culturale e militare e la dimostrazione di come non si possa giocare con le parole. La democrazia è una giusta aspirazione utopica facile da definire ma quasi impossibile da realizzare nel concreto; chissà se un bilancio di sostenibilità possa essere uno strumento di gestione democratica di un’istituzione qualunque essa sia privata o pubblica.

Il diritto di un individuo di vivere in contesto ambientale e socio-economico entro il quale esprimersi è in relazione alla sostenibilità sociale. In questo contesto aspira a un società più giusta ed il ruolo di una sanità consapevole della sua missione come creatrice di sistemi diffusi di relazionalità positiva è fondamentale per proporre un modello si sviluppo finalmente sostenibile .

 

Conclusioni

La nostra vita pertanto pone una sfida: ricercare l’armonia tra due spinte opposte quella genetica dell’aggressività , la Thanatos e quello dell’amore , l’Eros; sfida il cui fine ultimo è intrinseco alla ricerca di un equilibrio dinamico posto in discussione dalle forse dell’animo umano.

Ad oggi rimane aperta la riflessione se l’intelligenza dell’homo sapiens appartenga alla categoria del bene o del male. Ma pare sostenibile che se rientrerà nel perimetro del male è perché gli individui avranno rinunciato alla dote dell’umanità

“Le risposte all’eterna domanda della vita e della felicità vanno ricercate nelle radici della nostra storia e della nostra tradizione; i modelli culturali ripresi dall’economia aziendale italiana riaffermano con la forza dell’evidenza la necessità di comporre il bene individuale con quello collettivo in modo che, a vario titolo, ognuno possa contribuire alla de finizione di un possibile bene comune”. (Fabrizio Pezzani , Il futuro nelle radici , Dicembre 2020 )

Qui si ritrova la speranza di potere operare nel solco della tradizione e dei principi familistici per affrontare la sfida del cambiamento verso una società più giusta. “Noi non siamo condannati a che la storia si ripeta, sta a noi decidere il nostro destino e non possiamo fingere che questo dipenda dall’evoluzione di fenomeni naturali o da una volontà divina, come uomini dotati di coscienza spetta a noi prendere sulle spalle le nostre responsabilità, dobbiamo decidere noi se lasciarci prendere dalla nostra aggressività e supponenza e precipitare nel baratro oppure ricordare che l’uomo: […] come dicevano gli orfici è anche figlio del cielo stellato” ( Bertrand Russel )

 

(*) Professore Emerito Università Bocconi

2-fine

Related posts

Draghi negli Usa per incontrare Biden. Il Presidente Usa vuole rafforzare la partnership strategica

Redazione Ore 12

Piccola patrimoniale, il Pd resta a bocca asciutta per il no del Premier. Divisioni nel partito. Lega e Fratelli d’Italia alzano barricate

Redazione Ore 12

Il padre della ‘Bestia’ lascia la comunicazione on line della Lega, niente strappi con Salvini, ma solo motivi personale

Redazione Ore 12