Politica

Il vicepremier Salvini e le morti sul lavoro: “Troppa anche una sola vittima”

 

“L’impegno è che questo sia un governo di legislatura e se ben avremo lavorato spero ci siano anche i 5 anni successivi”, ha detto, nel suo intervento al Forum Ambrosetti, Matteo Salvini, per il quale “nell’arco di questo tempo conto che questo governo, con l’attuale conformazione, potrà inaugurare la prima produzione derivante da nucleare”.  Tanti i temi trattati dal leader della Lega Matteo Salvini, tra cui le morti sul lavoro: “Non sarò un ministro contento alla fine del mio mandato se avrò aperto 100 cantieri ma ci sarà anche un solo incidente sul lavoro, anche un solo morto è troppo. Non si può morire sul lavoro per mancanza di comunicazione. L’accertamento delle responsabilità non riporta in vita 5 operai ma dobbiamo essere sempre più presenti sulla sicurezza sul lavoro. Questi 220 miliardi devono essere spesi con la stessa tranquillità con cui abbiamo ricostruito il ponte Morandi”. A proposito di opere pubbliche: “Il Ponte sullo Stretto di Messina è un dovere morale nei confronti di milioni di italiani. Sarà un volano di sviluppo non solo per Sicilia e Calabria. Il ponte sarà un attrattore di cervelli dall’estero in Italia. Metteremo alla prova l’ingegneria, l’architettura e la geologia italiana. Io penso che l’Italia abbia tutte le possibilità. Il mio è un ottimismo fondato su numeri e dati e sulla convinzione di avere un sistema economico che più di altri si adatta alle crisi. L’obiettivo – ha ribadito Salvini – è avviare i cantieri nel luglio del 2024″. Poi sul futuro green: “Bisogna evitare distonia con obiettivi green sempre più ambiziosi e vincoli di bilancio sempre più stringenti. Se vuoi essere ambiziosamente green non puoi mettere vincoli di bilancio alla spesa pubblica, a meno che non vogliamo offrire alla Cina il nostro Paese chiavi in mano. L’Ue se chiede obiettivi sfidanti non può imporre vincoli di bilancio che impongono ad altri di entrare in casa nostra”. Sul nucleare: “Siamo tra i pochissimi Paesi al mondo ad aver detto di no, ma io ritengo che l’Italia debba, entro quest’anno, riavviare la propria partecipazione al nucleare. L’Italia non se ne può chiamare fuori – ha aggiunto – conto che entro il 2023 questo governo abbia la forza di spiegare agli italiani perché, nel nome della neutralità tecnologica, non possiamo dire di no a nessuna fonte energetica”.

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