Sul fronte europeo “fin dall’inizio della legislatura abbiamo contribuito con le nostre posizioni al superamento di un’impostazione ideologica, guidando la revisione dei principali dossier industriali e costruendo consenso attorno ai nostri non-paper su Cbam, Ets, automotive, siderurgia e chimica”. Lo afferma, intervistato da ‘Il Centro’, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo il quale “il 2026 per l’Europa dovrà essere l’anno delle riforme: servono decisioni coraggiose da parte della Commissione per difendere e rilanciare i settori più esposti alla concorrenza internazionale”.
Il nostro sistema produttivo, ha aggiunto Urso, “ha dimostrato in questi anni una notevole resilienza, anche di fronte a shock senza precedenti, dalle crisi energetiche alle tensioni internazionali.
Siamo in una fase di profonda trasformazione globale, in cui la competizione industriale si gioca su energia, innovazione e autonomia strategica”. In questo contesto, ha sottolineato Urso, “si inserisce anche il lavoro portato avanti sul piano nazionale dal Mimit, con il Libro Bianco ‘Made in Italy 2030’, presentato a gennaio, che definisce la nostra visione di politica industriale per il Paese”.
