Inflazione, Codacons: “Si confermano i rincari di Natale. Aggravio spesa per 496 euro
I dati sull’inflazione diffusi dall’Istat confermano, purtroppo, gli allarmi lanciati dal Codacons circa i rincari di Natale che si sono abbattuti sulle famiglie italiane. Lo afferma l’associazione dei consumatori, commentando i numeri forniti dall’istituto di statistica.
A dicembre il tasso medio di inflazione si attesta al +1,2%, portando la media del 2025 al +1,5%, equivalente ad una maggiore spesa da +496 euro annui per la famiglia “tipo”, +685 euro per un nucleo con due figli – stima il Codacons.
Se però si analizza l’andamento dei listini nei vari comparti, si scopre che una raffica di rincari si è abbattuta sul Natale degli italiani: tra gli incrementi di prezzo maggiore il Codacons segnala il caso dei voli nazionali, saliti a dicembre del +15,1% su anno e addirittura del +41,9% sul mese precedente, +30% i prezzi dei voli internazionali.
I pacchetti vacanza rincarano del +12,1% sul mese precedente, mentre tra le strutture ricettive si registrano aumenti annui del +6,1% per villaggi vacanza, ostelli e campeggi, +4,6% per b&b, case vacanza e simili.
Male anche il settore alimentare, con la carne bovina rincarata su base annua del +8,2%, il pesce del +4%, i frutti di mare del +6%. Segnano a dicembre un +6% i prezzi di formaggi e latticini, +8,5% le uova, +5,1% frutta secca e noci, +9,5% il cioccolato, +18% il caffè, +20,3% il cacao in polvere – conclude il Codacons.
Nel 2026 per le famiglie rincari per 672,60 euro. La stima di Federconsumatori
Più marcata la posisione e le stime di Federconsumatori. Dpo un 2025 in cui i rincari hanno, solo in parte e solo in alcuni settori, rallentato la propria corsa, l’anno alle porte non sarà esente da nuovi rialzi. Come ad ogni inizio anno, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha, infatti, stimato i rincari in arrivo nel 2026 che, complessivamente, raggiungeranno quota +672,60 euro annui a famiglia.
Una cifra notevole, nonostante le riduzioni previste nel settore dell’energia. Cresceranno, in compenso, le spese su altri fronti, da quello alimentare, alle assicurazioni auto (anche per effetto dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla rc auto), alle spedizioni (con l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti dai paesi extra UE con valore inferiore ai 150 euro).
Incide in particolar modo l’impatto sulla logistica dovuto all’incremento delle accise sul diesel: se è vero che i mezzi pesanti possono usufruire di un rimborso in tal senso, questo non vale pe i mezzi più piccoli, che costituiscono ampia parte del parco veicoli utilizzati per la distribuzione su gomma. Un dettaglio a cui il Governo dovrebbe pensare per scongiurare un’impennata dei prezzi di beni e servizi.
La stangata in arrivo con il nuovo anno si abbatterà su una situazione già compromessa dai continui aumenti registrati negli ultimi anni: secondo i nostri dati, in 5 anni, a causa dei rincari, il potere di acquisto delle famiglie è stato eroso di oltre 5.538 euro solo per queste voci di spesa.
Un andamento che ha portato alla crescita di tagli e rinunce da parte delle famiglie, con una allarmante crescita delle disuguaglianze anche in settori vitali come l’energia e l’alimentazione. Per questo ci saremmo aspettati una manovra più incisiva, che sostenesse le famiglie e non le caricasse di ulteriori aumenti. Che prevedesse, ad esempio, una riforma fiscale equa; la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo (che consentirebbe un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia); la creazione di un fondo di contrasto alla povertà energetica e alla povertà alimentare; lo stanziamento di risorse adeguate per la sanità pubblica e per il diritto allo studio. Misure necessarie e urgenti, ma ancora assenti dall’azione di Governo.
Red
