Regioni

Sardegna: appello Confcommercio ad amministrazioni contro desertificazione

La desertificazione commerciale colpisce sempre più anche i centri urbani della Sardegna e Confcommercio Sud Sardegna chiede strumenti concreti per arginare la chiusura dei negozi storici e delle attività di vicinato. L’associazione interviene nel dibattito sulla proposta di legge all’esame della commissione Attività produttive della Camera, dedicata alla tutela delle attività commerciali nei centri storici. Il provvedimento punta a introdurre le cosiddette ‘zone del commercio nei centri storici’, aree nelle quali aperture, trasferimenti, ampliamenti o cambi di attività sarebbero subordinati all’autorizzazione dei Comuni. Le amministrazioni locali potrebbero così intervenire nelle aree considerate più delicate o di pregio, valutando la compatibilità delle nuove attività con il contesto urbano, il decoro e la tutela delle tradizioni locali. Tra gli obiettivi della proposta anche il contrasto alla proliferazione di attività considerate poco coerenti con i centri storici, come minimarket turistici o negozi mordi e fuggi, ritenuti tra le cause della progressiva scomparsa del commercio tradizionale. “Quando chiude un’attività di prossimità non perdiamo soltanto un negozio, ma un presidio di sicurezza, un punto di riferimento e una parte della storia della città”, afferma il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, “rafforzare il ruolo delle amministrazioni locali nella programmazione commerciale e urbanistica significa dare ai territori strumenti concreti per governare la qualità dell’offerta commerciale e contrastare il degrado urbano”. Confcommercio Sud Sardegna chiede inoltre l’apertura di un tavolo permanente con le amministrazioni dei Comuni interessati dal fenomeno dello spopolamento dei centri storici. Sul tema interviene anche il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia: “Da mesi lavoriamo insieme agli operatori e alle amministrazioni locali sui centri storici e sui mercati civici, che rappresentano non solo economia ma anche identità, socialità e attrattività urbana”. La proposta di legge è ancora all’esame del Parlamento ed è stata oggetto nelle ultime settimane di audizioni con associazioni di categoria e rappresentanze economiche.

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