Medicina

Influenza, per neonati e lattanti meglio i cenoni a ‘numero chiuso’

Pediatri in prima linea, in queste ultime settimane, per far fronte all’esponenziale incremento di casi di influenza che si sta verificando tra bambini e ragazzi. “Come era stato previsto, quella di quest’anno è un’influenza particolarmente aggressiva- spiega Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia, consigliere Omceo di Roma e coordinatrice della Commissione età evolutiva- Il 70% degli accessi nel mio studio, in questi ultimi giorni, è stata per la febbre alta data dall’influenza”. La sintomatologia caratteristica di questo virus è infatti “febbre alta a insorgenza improvvisa, con picchi anche di 39-40 gradi, che a volte fa fatica a rispondere agli antiepiretici e può durare fino a 5-6 giorni– spiega ancora Grimaldi- e poi raffreddore, qualche sintomo gastro-intestinale, dolori muscolari, mialgie e una tosse molto fastidiosa legata al raffreddore. Si tratta pertanto di una tosse che riguarda le vie alte, da scolo di muco retrofaringeo, quindi non è necessario fare aerosol o particolari terapie se non pulire e soffiare il naso e usare sostanze emollienti e lenitive per la mucosa delle alte vie- spiega ancora la pediatra- Poi, finita la febbre, la tosse residua anche per una settimana-dieci giorni proprio perché il virus ha un’azione irritativa sulle mucose delle vie respiratorie. Ovviamente- aggiunge- è bene consultare il medico se la tosse si accompagna ad altri sintomi, se si vede che il bambino è sofferente e soprattutto se si tratta di bambini molto piccoli o fragili. Ricordo che il primo interlocutore è il pediatra di famiglia e nei giorni festivi, in assenza dei pediatri è bene evitare accessi impropri in pronto soccorso ma laddove necessario rivolgersi agli ambulatori di continuità assistenziale pediatrici chiamati comunemente Ambufest aperti a Roma dalle 10 alle 19 dove turnano i pediatri di famiglia gia da diversi anni”.
“Inoltre- aggiunge la pediatra- quest’anno l’influenza sta colpendo anche tanti ragazzi tra i 12 e i 14 anni, una fascia di popolazione che normalmente non è così sensibile al virus”. A confermare la diffusione del virus sono anche i tamponi che i pediatri eseguono nei propri studi “facciamo dei test multipli rapidi per confermare la presenza del virus influenzale perché in questo periodo ci sono anche casi di Covid, virus respiratorio sinciziale ecc. che possono avere sintomatologia simile e proprio i test ci stanno confermando che la stragrande maggioranza di casi è legata all’influenza A, anche se non sono rare le coinfezioni ossia la presenza di più virus”, dice Grimaldi. Un virus influenzale che nella sua variante K sta colpendo anche una parte della popolazione vaccinata “purtroppo la variante k sfugge un po’ alla protezione vaccinale in quanto si è sviluppata dopo la realizzazione dei vaccini- spiega Grimaldi- però spesso i sintomi sono meno aggressivi e il quadro sintomatico si risolve più rapidamente”.
Se questo è il quadro pre-natalizio, con l’arrivo imminente dei giorni di festa e le immancabili riunioni familiari, l’attesa è che la circolazione del virus possa avere un’impennata. “Non vogliamo scoraggiare gli incontri familiari che sono fondamentali per il benessere sociale altrettanto importante di quello fisico però- dice Grimaldi- mi sento di raccomandare cenoni ‘a numero chiuso’ soprattutto per i bambini molto piccoli, i lattanti, i neonati, i prematuri, per i più fragili per i quali è importante avere qualche accortezza in più. Dunque sarebbe importante organizzare pranzi e cene con un numero limitato di persone e accertarsi che non ci siano parenti o amici con tosse e raffreddore. Ovviamente arieggiare bene gli ambienti e cercare di mantenere le buone norme igieniche, consigli da seguire più che mai in questo momento dell’anno”, sottolinea la pediatra.
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