La guerra di Putin

Intelligence ucraina: la Russia produce 80 missili balistici e 2.100 droni al mese

 

di Giuliano Longo

La produzione russa di missili balistici Iskander e di missili ipersonici  Kinzhal solo nell’ultimo anno è aumentata  tra il 66 e l’88% secondo i dati raccolti dall’intelligence militare ucraina (HUR) pubblicati dal Kyiv Independent il quale calcola che ogni mese vengano prodotti  dai 60 ai 70 Iskander e dai 10 ai 15 Kinzhal.

I dati forniti dallo HUR hanno allarmato non solo Kiev, ma anche l’Europa  perché evidenziano che la produzione russa di missili balistici supera oggi la produzione totale di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot.

Ciò nonostante Lockheed Martin speri di aumentare fino a 650 missili all’anno entro il 2027 che comunque non sarebbero destinati all’Ucraina se non in minima parte. Inoltre secondo l’Intelligence ucraina gli altri sistemi occidentali SAMP/T e l’IRIS-T non si sono dimostrati efficaci contro i missili balistici.russi

A questa produzione pare debbano aggiungersi 60 balistici nordcoreani a corto raggio simili agli Iskander-M, ma dotati di una testata esplosiva da una tonnellata, più potente di quella trasportata dai Russi.

La stampa ucraina riporta  che negli ultimi mesi gli attacchi balistici contro l’Ucraina sono diventati più letali, poiché le scorte di missili occidentali si sono assottigliate o esaurite e la loro inefficacia va anche attribuita all’impossibilità di intercettare i troppo veloci Kinzhal .

Il della comunicazione del Comando dell’Aeronautica Ucraina, ha riferito il 24 maggio che l’aggiornamento di questi missili russi rende meno efficaci i sistemi antiaerei ucraini, inclusi i Patriot.

Nei giorni scorsi il Kyiv Post aveva citato nuovamente l’inchiesta di The Insider dell’ottobre scorso in cui si riferiva che i russi utilizzano nei missili Kinzhal  dal costo stimato in 10 milioni di dollari ognuno con componenti importate da diversi paesi dell’Unione Europea triangolati in Russia.

Ma non finisce perchè lo stesso  Kyiv Independent, sempre informato da  una fonte dello HUR, oggi riferisce  che la Russia sarà presto in grado di schierare ogni notte più di 500 droni  per attaccare l’Ucraina, mentre  intensifica la produzione e costruisce nuove basi per il loro lancio.

Secondo lo HUR  il tasso di produzione russo del il Gerans tipo Shahed, è salito a 70 unità al giorno, rispetto alle  21 unità dell’anno scorso  e Mosca disporrà  presto 12-15 nuovi siti di lancio operativi.

Fino a poco tempo fa, i lanci russi dipendevano da soli cinque siti di lancio: Kursk, le città portuali di Yeysk e Primorsko-Akhtarsk nel territorio di Krasnodar e due siti nella Crimea, Capo Fiolent e Capo Chauda.

Attualmente, gli sciami di droni russi hanno raggiunto il massimo di 472 unità contemporaneamente, un record stabilito la notte del 1° giugno . La fonte di HUR afferma che attualmente la Russia è in grado di  produrre più di 2.100 al mese, mentre l’emittente americana CNN l’anno scorso riferiva che la produzione russa era solo di  21 droni al giorno.

Esistono anche dei “droni fittizi” poco costosi, o Gerber , che assomigliano agli Shahed.  non trasportano esplosivi, ma .distraggono i radar e il fuoco antiaereo, questi  solitamente costituiscono la metà dei droni inviati sul territorio ucraino

Un numero sempre maggiore di nuovi droni da attacco profondo di fabbricazione russa viene dotato di motori a reazione che consentono di trasportare carichi più pesanti a velocità e altitudini maggiori.

Occorre tuttavia  chiedersi per quale ragione il GUR  fornisca dati così sensibili e così allarmanti ai media ucraini. L’ipotesi più credibile è che Kiev intenda  incentivare gli alleati a fornire armi per la difesa area e soprattutto antimissile.

D’altra parte molti esperti militari occidentali ritengono che le scorte di armi da difesa aerea si sono quasi dimezzate in molte nazioni NATO  che oggi hanno ancora ben poco da offrire a Kiev se non , come Berlino, l’impegno in nuove fabbriche di armamenti sul suolo ucraino, che non si inventano da un giorno all’altro.

Anzi l’impressione è che lo stesso cancelliere Mertz con questa promessa di sviluppo del potenziale militare industriale di Kiev, stia ancora tergiversando per concedere a Zelensky i Taurus tedeschi che comunque  non risolverebbero i conflitto ma impoverirebbero la difesa tedesca.

Un’altra ipotesi è che il  capo dello HUR, Kyrylo Budanov, intenda indirettamente dimostrare che la continuazione del conflitto non può ribaltare le sue sorti , come ritiene ancora qualche fantasioso commentatore europeo. In tal caso Budanov metterebbe  le mani avanti, parandosi nel caso di un andamento ancor più infausto della Guerra.

Armi a parte, la cui capacità produttiva è sempre storicamente decisiva nelle guerre, l’ultima telefonata fra Putin e Trump mette in serie difficoltà Zelensky il quale probabilmente riteneva che l’intensificazione dei suoi attacchi addirittura a siti nucleari, avrebbe rilanciato la sua immagine di combattente coraggioso alimentata da quasi tutti i media mainsteam europei, con relativa copiosa erogazione e concessione di soldi e armi occidentali.

Nella foto un missile nucleare russo senza testata atomica

aggiornamento crisi russo-ucraina ore 12.35

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