La guerra di Trump

Iran: esercito Usa, oltre 10 attacchi di Teheran dal cessate il fuoco

 

L’Iran ha attaccato le forze statunitensi più di dieci volte dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, ma le azioni restano “al di sotto della soglia” per una ripresa delle operazioni militari su larga scala. Lo ha dichiarato il capo degli Stati maggiori riuniti Usa, il generale Dan Caine. “Dall’annuncio della tregua, l’Iran ha colpito nove volte navi commerciali, sequestrato due portacontainer e attaccato le forze Usa più di dieci volte, tutte azioni sotto la soglia per riavviare operazioni di combattimento maggiori”, ha spiegato Caine, definendo la situazione come episodi di “fuoco di disturbo” e aggiungendo che la definizione della soglia resta “una decisione politica”. Secondo il generale, Teheran starebbe “cercando soluzioni disperate” mentre la tregua appare fragile, anche alla luce delle recenti tensioni nello Stretto di Hormuz. A mettere ulteriormente in dubbio la tenuta del cessate il fuoco è stato anche il comandante del Comando Centrale Usa, ammiraglio Brad Cooper, che ha riferito che le forze statunitensi hanno distrutto sei imbarcazioni veloci iraniane nello Stretto. Cooper ha evitato di chiarire se la tregua sia ancora in vigore, sottolineando che le operazioni Usa avvengono “su indicazione del presidente”.

Rafforzata difesa nello Stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno creato una “copertura difensiva” nello Stretto di Hormuz con droni armati, elicotteri d’attacco, caccia, navi da guerra — incluse due portaerei — e circa 15mila militari. Lo ha dichiarato sempre il capo degli Stati maggiori riuniti americano, generale Dan Caine, avvertendo però che l’Iran dispone ancora di migliaia di missili, droni e imbarcazioni veloci armate in grado di minacciare il traffico commerciale nella regione.

Teheran, attacchi a Paesi del Golfo azioni di autodifesa

L’Iran ha sostenuto che gli attacchi contro Paesi della regione del Golfo rappresentano misure di autodifesa contro l’azione militare di Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei alla tv di Stato Press Tv, come riporta la Cnn. “Non nutriamo alcuna ostilità verso i Paesi della regione. L’unico motivo per cui abbiamo colpito i loro territori è difenderci da un’aggressione attiva da parte di Stati Uniti e Israele”, ha affermato, aggiungendo che alcuni Stati ospitano basi e asset militari Usa utilizzati per operazioni contro la Repubblica islamica.

Secondo Baghaei, la presenza militare statunitense nella regione “non porta sicurezza ma espone a rischi”, trasformando i Paesi ospitanti in potenziali obiettivi. Intanto, gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito che le proprie difese aeree hanno intercettato missili balistici, missili da crociera e droni lanciati dall’Iran, con un bilancio di alcuni feriti. Un attacco con drone ha inoltre colpito un porto petrolifero nell’emirato di Fujairah, provocando un incendio e tre feriti. Abu Dhabi ha definito i raid una “pericolosa escalation” e una “violazione inaccettabile”, mentre secondo fonti citate dai media sarebbe stato impiegato anche un sistema di difesa aerea israeliano per intercettare i vettori iraniani nello spazio aereo emiratino.

Red

Related posts

Iran, Trump: “Nostre forze rimarranno in zona fino a pieno rispetto vero accordo”

Redazione Ore 12

  Libano: Ue, chiediamo a Israele di cessare operazione

Redazione Ore 12

Chi comanda? Trump a Netanyahu: Profilo basso in Libano”. Lui replica: “Nessun cessate il fuoco”

Redazione Ore 12