“I funzionari della sicurezza in Iran hanno annunciato di aver arrestato quasi 300 terroristi o rivoltosi nelle ultime 72 ore”. Lo riporta la televisione di Stato iraniana Irib, nel contesto delle proteste anti governative iniziate il 28 dicembre. Secondo l’emittente, è stata arrestata anche “una squadra terroristica sostenuta dalla monarchia (ovvero dal figlio dell’ultimo scià di Persia, Reza Pahlavi che ha appoggiato la protesta dagli Usa) che stava pianificando di sabotare la metropolitana di Mashhad”, la seconda città più grande dell’Iran, dove sono state registrate dimostrazioni molto partecipate durante le scorse settimane. C’è poi da dire dei morti. Le cifre diffuse e amplificate all’estero non sarebbero credibili per il regime. Il ministro degli Esteri iraniano, Ababs Araghchi, ha negato che le vittime degli scontri in Iran siano migliaia. “Anche se hanno cercato di aumentare il numero, sono centinaia. Il bilancio esatto sarà annunciato”, ha detto in un’intervista a Fox News, “c’è una campagna di disinformazione in corso”. Secondo il ministro, dietro quanto accaduto c’è il Mossad. “E’ esattamente un complotto israeliano. Hanno iniziato ad aumentare il numero di morti uccidendo la gente comune, uccidendo agenti di polizia”, ha assicurato. “Volevano aumentare il numero dei decessi. Perché? Perché? Perché il presidente Trump ha detto che se ci fosse state uccisioni, sarebbe intervenuto. E volevano trascinarlo in questo conflitto”, ha spiegato.
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