Non solo Luigi Gasperin, Biagio Pilieri, Alberto Trentini e Mario Burlò, recentemente liberati e tornati (o di ritorno) in Italia. Nelle carceri del Venezuela ci sono altri detenuti 42 italiani con doppia nazionalità: 24 di loro si ritiene siano rinchiusi per motivi politici. Ecco chi sono e cosa sappiamo finora sulle loro vicende. Di questi 42 detenuti italo-venezuelani, quelli rinchiusi per motivi politici “sono 24, gli altri non sono politici”, ha spiegato il ministro Tajani. “Adesso lavoriamo per fare in modo che ne possano essere liberati il maggior numero possibile”, ha aggiunto. “Sono fiero di guidare questo ministero e di avere donne e uomini, sia personale diplomatico che non diplomatico, che nei momenti di difficoltà dà il meglio di sé stesso” per “proteggere i cittadini italiani all’estero”, ha sottolineato Tajani.
C’è quindi speranza per questi altri 24 italiani con doppia nazionalità, rinchiusi per motivi legati alla politica o per aver espresso opinioni invise al governo chavista. Ma chi sono esattamente? Almeno sette, scrive Avvenire, sono nel famigerato carcere Rodeo I (nella foto), lo stesso di Trentini. Tra loro c’è Daniel Enrique Echenagucia Vallenilla, 47 anni, imprenditore italiano originario di Avellino. È stato arrestato il 2 agosto 2024. Secondo i familiari, è tenuto in condizioni estreme di isolamento, soffre di asma, ha perso 18 chili e si trova in uno stato di profonda prostrazione. Sarebbero invece in un’altra famigerata struttura, quella di El Helicoide a Caracas, tristemente nota per l’uso dell’isolamento e i duri interrogatori, altri italo-venezuelani come Gerardo Coticchia Guerra (arrestato oltre cinque anni fa), l’ingegnere 55enne Juan Carlos Marrufo Capozzi e l’avvocato penalista Perkins Rocha di 63 anni, spostato con l’italiana Maria Constanza Cipriani. Rocha è anche consigliere giuridico di fiducia della leader dell’opposizione María Corina Machado. Nella stessa struttura dovrebbe poi esser rinchiuso anche Hugo Enrique Marino Salas, scomparso nel nulla dal 20 aprile 2019.
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