La guerra in Iran è “una porta verso la pace” perché consentirà di arrivare a “molti altri trattati di pace” e in particolare l’Arabia Saudita ha “molto da guadagnare” dalla caduta del regime iraniano e la pace fra Arabia Saudita e Israele sarà “molto vicina”. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un’intervista a Fox News, in cui ha anche assicurato che “questa non è una guerra senza fine” e sarà “un’azione rapida e dicisiva”. Netanyahu ha insistito sul fatto che la distruzione del regime iraniano aprirà la strada a “molti trattati di pace” con altri Paesi musulmani della regione e che “cambierà il mondo”. “La cosa più importante da capire è che quando lavoriamo insieme, il presidente Trump ed io, abbiamo ottenuto, di fatto, quattro importanti risultati per la pace. Grazie alla mediazione del presidente Trump, che ha collaborato con me, abbiamo negoziato e portato avanti gli Accordi di Abramo, ovvero quattro trattati di pace con quattro Paesi arabi. E ora, lavorando insieme contro l’Iran, saremo in grado di portare avanti molti altri trattati di pace. Quindi questa non è una guerra senza fine. È una porta verso la pace. È l’esatto contrario di ciò che dice la gente”, ha affermato Netanyahu. Il primo ministro israeliano ha citato esplicitamente l’Arabia Saudita come un Paese che, a suo parere, ha “molto da guadagnare” dalla caduta del regime iraniano e ha detto che, di conseguenza, la pace fra l’Arabia Saudita e Israele sarà “molto vicina”. “Quindi questa è una porta verso la pace, verso una pace più ampia. E credo che possiamo raggiungerla”, ha affermato. “Se porteremo a termine ciò che abbiamo in programma, credo che si creeranno le condizioni per la pace”, ha detto Netanyahu, “questa non è una guerra senza fine. Si tratta, in realtà, di qualcosa che inaugurerà un’era di pace che non abbiamo nemmeno mai sognato”. Chi invece non parla assolutamente di pace ma anzi alxza ulteriormente il tiro sul possibile successore di Khamenei è il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che afferma che qualsiasi leader nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei sarà “un obiettivo inequivocabile da eliminare”. “Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano di distruzione di Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione, e opprimere il popolo iraniano, sarà un obiettivo inequivocabile da eliminare”, ha affermato Katz. “Non importa come si chiama o dove si nasconde”, prosegue, “continueremo ad agire con tutta la nostra forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni affinché il popolo iraniano lo rovesci e lo sostituisca”.
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