“La situazione in Medio Oriente sta provocando ripercussioni in tutto il mondo. Grazie alle azioni intraprese negli ultimi anni, siamo meno esposti rispetto al passato, ma non siamo immuni. Finché dipenderemo dal petrolio e dal gas, rimarremo vulnerabili. Se vogliamo una vera indipendenza, dobbiamo accelerare l’elettrificazione”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un video messaggio all’European Clean Tech Conference. “I consumatori – aggiunge – si stanno già muovendo: gli acquisti di veicoli elettrici, ad esempio, sono aumentati del 51% dall’inizio della guerra. Ma dobbiamo fare di più anche a livello europeo. Per questo presenteremo un Piano d’azione per l’elettrificazione, con obiettivi chiari per porre fine, una volta per tutte, alla nostra esposizione agli shock dei prezzi dei combustibili fossili. L’elettrificazione e le energie pulite prodotte in Europa sono la strada verso l’indipendenza. Ma dobbiamo anche garantire che queste tecnologie vengano sviluppate e prodotte in Europa. Abbiamo solide basi, dall’eolico offshore agli elettrolizzatori. E due terzi delle pompe di calore europee sono prodotte qui. Eppure ci troviamo ad affrontare una concorrenza globale sempre più agguerrita e spesso sleale. Ecco perché abbiamo introdotto l’Industrial Accelerator Act: per semplificare le normative, velocizzare le procedure di autorizzazione e garantire che gli investimenti esteri apportino un valore reale all’Europa”. “Inoltre, introducendo il ‘Made in Eu’ e i criteri di riduzione delle emissioni di carbonio negli acquisti di beni e servizi da parte delle autorità pubbliche, ci assicuriamo – aggiunge von der Leyen – che il denaro dei contribuenti affluisca alla nostra industria europea. Infine, dobbiamo sbloccare gli ingenti investimenti necessari per la transizione verso la transizione pulita. Il Sistema di scambio di quote di emissione (Ets) è fondamentale. E sappiamo che funziona: dal 2005, le emissioni sono diminuite del 39% nei settori interessati, mentre l’economia è cresciuta del 71%. Ha generato oltre 260 miliardi di euro. A livello europeo, il 100% di questi introiti viene reinvestito nell’innovazione pulita. Ma non è così a livello nazionale. E questo sarà il fulcro della riforma dell’Ets di quest’estate. I proventi dell’Ets devono essere reinvestiti nelle imprese europee. Questo denaro proviene dall’industria e deve essere utilizzato per costruire le industrie pulite del futuro”. Poi c’è da mettere nel conto anche e soprattutto l’emergenza carburanti per gli aerei nel breve periodo.
Energia: Ue, possibili carenze carburante aerei se continua blocco Hormuz
Sebbene al momento non vi siano carenze di carburante nell’Ue, nelle prossime settimane potrebbero verificarsi limitazioni all’approvvigionamento regionale qualora il blocco delle forniture di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz non venisse risolto, con il carburante per aerei come principale fonte di preoccupazione. E’ quanto emerge dalla riunione del Gruppo di coordinamento del petrolio (Ocg) formato da esperti della Commissione europea, dei paesi dell’Ue, dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), della Nato e rappresentanti dell’industria petrolifera per discutere la situazione della sicurezza dell’approvvigionamento di petrolio in Europa e le migliori modalità di coordinamento a livello Ue, mentre è in corso il conflitto in Medio Oriente. Il gruppo ha discusso le prospettive per l’Ue e l’approccio coordinato che l’Ue adotterà qualora la situazione dovesse protrarsi fino a giugno. Pur potendo essere utilizzate le scorte di emergenza dell’Ue in caso di necessità, gli esperti dell’Ocg hanno sottolineato che, se la situazione dovesse persistere, sarà necessario abbinare qualsiasi prelievo di scorte di emergenza a misure di risparmio di carburante, in modo da poter gestire le scorte di emergenza in modo più efficiente e per un periodo più lungo.
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