La guerra di Trump

Mosca tiene in vita Teheran attraverso il mar Caspio

 

di Giuliano Longo (*)

Il sostegno militare di cina e Russia nel conflitto iraniano

La Cina ovviamente vuole che la guerra finisca presto per garantire il suo import petrolifero dallo stretto , ma il suo aiuto militare non è andato oltre la sorveglianza satellitare per le forze del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (IRGC) nel tracciare e colpire le basi militari statunitensi nel Golfo.

Certamente ha fornito anche sostanze chimiche a duplice uso per la produzione di combustibile missilistico, ma nonostante le sanzioni statunitensi sulle reti logistiche e il blocco navale americano su Hormuza- secondo alcuni rapporti di Intelligence occidentale – verrebbe aggirato attraverso l’Asia centrale.

Ben altro discorso riguarda la Russia alleata dell’Iran con il quale ha sottoscritto recentemente un “patto strategico” anche se non ben definito sotto il profili militare, ma è la Russia che sta inviando componenti per droni d’attacco in Iran attraverso il Mar Caspio.

E è la Russia che sta trasportando grano e tutte le materie prime essenziali di cui l’Iran ha bisogno attraverso il Mar Caspio, che funge da alternativa al Golfo Persico, aggirando così il blocco navale americano.

Il Mar Caspio al centro dei traffici fra Russia e Iran

Si ritiene che molte navi che operano tra porti russi come Astrakhan e Makhachkala e porti iraniani come Bandar Anzali nel Mar Caspio, navighino avvalendosi di una “flotta ombra” con natanti mercantili dei due paesi che spengono il loro sistema di identificazione automatico trasportando merci non rilevate dalla sorveglianza satellitare.

Recentemente il New York Times ha rivelato che l’Iran sta riaprendo I sui traffici commerciali dal mar Caspio da quattro porti iraniani – Amirabad, Bandar Anzali, Nowshahr -per importare grano, mais, mangimi per animali, olio di girasole e altri prodotti essenziali.

Anche da parte russa si afferma che negli ultimi mesi è considerevolmente aumentato il traffico con l’Iran dal Caspio con due milioni di tonnellate di grano russo che venivano spedite ogni anno in Iran attraverso il Mar Nero – ora sotto la minaccia di attacchi ucraini – che ora invece vengono dirottate sul Caspio.

Tra luglio e febbraio, l’Iran ha importato quasi 6 milioni di tonnellate di grano dalla Russia – il doppio dell’anno precedente – scaricati proprio nei suoi porti del Caspio – che rappresentano il doppio rispetto al 2025. Inoltre dalle rilevazioni satellitari risulta che i 4 porti oggi lavorano 24 ore su 24 per scaricare da navi russe grano, mais, mangimi e olio di girasole russi reindirizzati dalle rotte del sud bloccate.

La Russia gestisca tre porti esportatori di grano sul Caspio: due ad Astrakhan e uno a Makhachkala, con una capacità combinata di almeno 3 milioni di tonnellate, mentre un nuovo terminal da 1,5 milioni di tonnellate a Makhachkala dovrebbe essere completato entro il 2028.

Il Caspio da enorme lago interno a snodo strategico

In altre parole, il mare del Caspio senza sbocco sul mare – il più grande lago del mondo, più grande del Giappone – ha dimostrato di essere un passaggio sicuro per il commercio palese o segreto tra Russia e Iran in barba al costoso blocco navale americano sul Golfo Persico.

A differenza del Golfo Persico, gli Stati Uniti non possono interdire il transito navi su quel mare perché solo le cinque nazioni confinanti che ne hanno l’accesso. in base alla Convenzione del 2018 sullo status giuridico del Mar Caspio,. Quindi solo le cinque nazioni – Russia, Iran, Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan – hanno giurisdizione esclusiva su di esso e sono autorizzate a mantenervi forze militari. .

Con le sue vaste riserve di petrolio e gas, il Mar Caspio ha di recente, assunto dimensioni strategiche dovute alla sua geografia : un crocevia tra Europa, Asia, Medio Oriente e Asia centrale, una zona cuscinetto e un corridoio di transito tra sfere di influenza concorrenti.

Ma è anche il crocevia di arterie multimodali (ferroviarie, stradali, marittime) come la Trans-Caspian International Transport Route – che collega la Cina attraverso gli stati dell’Asia centrale, il Mar Caspio, il Caucaso meridionale e la Turchia all’Unione europea – e i collegamenti di trasporto Nord-Sud che coinvolgono Russia, Iran e India, bypassando i tradizionali chokepoint oceanici.

Importanti sistemi di gasdotti legati alla regione del Caspio aiutano a trasportare energia in Europa e nei mercati globali talora scavalcando la Russia o l’Iran, rendendo quel mare strategico anche per la sicurezza energetica europea.

Il “patto strategico” tra Mosca e Teheran

I due Paesi hanno firmato un trattato di partenariato strategico nel 2025 e si sono impegnati a migliorare la cooperazione militare, con regolari esercitazioni navali nel Caspiano.

Nel 2020, l’Iran e la Russia hanno iniziato le loro prime esercitazioni navali strategiche congiunte su quel mare interno e da allora, la Russia Caspian Flotilla ospita regolarmente navi della Marina iraniana e delle Guardie della Rivoluzione, con lanci di difesa aerea e missili anti-nave sempre più frequenti.

Queste esercitazioni consentono all’Iran di testare i radar di difesa aerea forniti dalla Russia e i sistemi di guerra elettronica che sono più difficili da dispiegare nel Golfo Persico a causa del monitoraggio degli Stati Uniti.

Le preoccupazioni di Tel Aviv

Già a marzo, Israele aveva preso di mira il quarto quartier generale del distretto navale di Artesh a Bandar Anzali, distruggendo diverse piccole imbarcazioni, dotate di missili e una corvetta, bombardando anche le catene di approvvigionamento che forniscono componenti russe per I droni iraniani.

Israele l’ha definito “uno degli attacchi più significativi” poiché “ha mandato in frantumi l’illusione che il Mar Caspio fosse un corridoio sicuro e chiuso per Mosca e Teheran per aggirare i blocchi nel Golfo Persico”.

Ma dopo che gli attacchi israeliani Mosca avrebbe aumentato le esercitazioni congiunte con l’Iran rendendo il paese un partner militarmente vitale contro la pressione occidentale e affidando alla Flottiglia del Caspio una centro importante per il combattimento oltre che di pattugliamento costiero.

Il mar Caspio negli equilibri militari del Medio Oriente

E’ evidente che nel quadro della sicurezza mediorientale – dopo che la Russia è stata esclusa dalla Siria – il Mar Caspio non è più solo un mare interno trascurato, ma un’arteria militare strategica che consente trasferimenti di droni e munizioni, flussi di grano ed energia aggirando le sanzioni occidentali ,ed evitando stozzature come lo stretto di Hormuz.

Di questo si vanno accorgendo anche a Washington, ma, volenti o nolenti, per gli americani il Caspio rappresenta “un buco geopolitico” che è anche una pina nel fianco per le loro ambizioni di influenza sul Caucaso e l’Asia centrale, mentre la Cina guarda agli spazi commercia che quell’area rappresenta per i flussi della sua “belt road”.

La Russia con I suoi 7000 da Astrakhan alla foce del Volga sul Caspio, allo stretto di Bering ai confini con l’Alaska, rappresenta un territorio troppo vasto che sfugge anche alla egemonia degli Stati Uniti.

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

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