Primo piano

Israele attacca ancora Rafah. Stallo nelle trattative per una tregua

 

L’Idf ha nuovamente attaccato il sud della Striscia di Gaza dopo il viaggio in Medio Oriente, l’ottavo in otto mesi, del capo della diplomazia americana Antony Blinken che non è riuscito a colmare le divergenze che ostacolano il raggiungimento di un accordo che preveda il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. I giornalisti riferiscono di un intenso fuoco di artiglieria e di attacchi di elicotteri israeliani nel settore di Rafah, all’estremità meridionale del territorio, vicino al confine con l’Egitto, nelle prime ore della giornata, ma l’esercito israeliano smentisce di avere colpito l’area umanitaria di al Mawasi. Hezbollah libanese, alleato di Hamas, ha lanciato ieri una pioggia di razzi sul nord di Israele e ha promesso di intensificare i suoi attacchi per vendicare la morte di un alto comandante militare ucciso il giorno prima in un attacco israeliano mirato nel sud del Libano. Stamattina, le sirene di allarme missilistico suonavano ancora nel nord di Israele,  secondo l’esercito. Malgrado tutto questo inegoziati sul cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas stanno continuando, ma le versioni sulle discussioni divergono a seconda degli osservatori. Secondo la stampa israeliana, che cita funzionari coinvolti nelle trattative, Israele considera la reazione di Hamas alla proposta un netto rifiuto. “I colloqui continueranno ora attraverso gli inviati del Qatar e dell’Egitto in coordinamento con gli Stati Uniti, per vedere se è possibile raggiungere un accordo”, scrive Haaretz. Dall’altra parte, in un comunicato Hamas sostiene di avere mostrato una piena disponibilità a raggiungere un accordo e invita gli Usa a esercitare pressione su Israele perchè accetti un cessate il fuoco permanente. Secondo il movimento, citato da Al Jazeera, nonostante ci sia chi sostiene che Israele ha accettato la proposta di cessate il fuoco delineata dal presidente Joe Biden il 31 maggio, “non abbiamo sentito alcun funzionario israeliano confermarlo”. Va detto poi del ruolo delle Nazioni Unite, su questo da registrare l’intervista del Segretario Gdenerale concessa a Repubblica: “Non possiamo contemplare la continuazione di questo orrore, tanto meno un’escalation o una ripetizione tra qualche anno. Dobbiamo interrompere il ciclo. L’Onu è pronta e disposta a fare tutto il possibile per risolvere la situazione tra Israele e Palestina, a sostegno della soluzione dei due Stati. Siamo in continue discussioni con tutte le parti, non solo su come affrontare la catastrofica situazione umanitaria, ma anche su cosa occorre fare dopo la fine dei combattimenti”.

Related posts

Dazi Usa: Trump esenta temporaneamente smartphone e pc. Casa Bianca: ”Le aziende americane devono ritornare in patria”. Pechino: “Gli Stati Uniti annullino completamente i dazi reciproci”

Redazione Ore 12

Ospedali al collasso, Cognetti (Fossc): alla ricerca soluzioni condivise con Omceo Roma

Redazione Ore 12

Israele-Hamas, timidi passi avanti nella trattativa per la tregua

Redazione Ore 12