Gli attacchi aerei lanciati da Israele nella Striscia di Gaza sono una “condanna a morte” per gli ostaggi israeliani detenuti nell’enclave. Lo ha dichiarato un membro dell’ufficio politico di Hamas, Ezzat al-Rishq, citato dalla Cnn.
“La decisione di Netanyahu di riprendere la guerra è una decisione di sacrificare i prigionieri dell’occupazione e la loro condanna a morte”, ha detto al-Rishq, aggiungendo: “Il nemico non otterrà con la guerra e la distruzione quello che non è riuscito a ottenere attraverso i negoziati”. Da aggiungere che in queste ore un altro funzionario di Hamas ha affermato che il movimento “sta lavorando con i mediatori per frenare l’aggressione di Israele”. “Hamas ha aderito all’accordo di cessate il fuoco e lo ha implementato con precisione, ma l’occupazione israeliana ha rinnegato il suo impegno e lo ha annullato riprendendo l’aggressione e la guerra”, ha detto un funzionario del movimento all’agenzia di stampa Afp. “Hamas e le fazioni della resistenza sono in sessione costante per valutare la situazione e stanno lavorando con i mediatori per frenare l’aggressione”. Finora, Hamas non ha risposto agli attacchi israeliani. Poi i parenti degli ostaggi:”La paura più grande delle famiglie, dei rapiti e dei cittadini di Israele si è avverata. Il governo israeliano ha scelto di rinunciare agli ostaggi”. Così il Forum dei familiari degli ostaggi ha reagito alla ripresa della guerra d’Israele a Gaza. “Siamo scioccati, arrabbiati e terrorizzati dallo smantellamento deliberato del processo per il ritorno dei nostri cari dalla terribile prigionia di Hamas. Ritornare a combattere prima che l’ultimo rapito venga liberato costerà la vita ai 59 ostaggi che si trovano ancora a Gaza e che potrebbero essere salvati e riportati a casa”, ha sottolineato l’organizzazione.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 13.55
