Primo piano

Israele, progetti per Gaza amministrata da famiglie gradite e controllata da Usa e Tel Aviv

 

di Giuliano Longo

 

“Non ci sarà una presenza israeliana civile a Gaza” ha dichiarato il ministro della Difesa Yoav Gallant il 5 gennaio ai giornalisti poco prima che il Gabinetto di guerra israeliano si riunisse per discutere del destino della Striscia e dei suoi abitanti.

Anche se  il suprematista Itamar Ben-Gvir e il ministro del Patrimonio Amichai Eliyahue (il quale propose di lanciare una bomba atomica su Gaza) ritengono che sostituire la popolazione palestinese con quella israeliana sia l’unica logica conclusione della guerra in corso, Gallant ha in testa la ri-sistemazione della Striscia in alcuni punti.

Il primo con un governo di clan e tribù sostenuto direttamente da Tel Aviv eliminando completamente Hamas  Hamas dalla Striscia ed escludendo anche l’ANP di Abu Mazen come in un primo tempo era stato ipotizzato dallo stesso Segretario di Stato americano Antony Blinken. Agli esponenti di questi clan graditi verrebbe affidata l’amministrazione civile della Striscia.

Il secondo prevede forza internazionale a guida USA per la ricostruzione cui potranno partecipare i Paesi dell’Europa occidentale e quelli arabi moderati che controlleranno . le organizzazioni internazionali umanitarie che porteranno soccorso alla popolazione di Gaza. Tutto ciò sarà necessario far entrare nella Striscia dovrà essere controllato, supervisionato e approvato da Israele.

Il terzo riguarda l’Egitto con il quale Gallant assicura essere già in corso colloqui con Stati Uniti e Israele per garantire la sicurezza del valico di Rafah e del confine con Gaza, che dovrà essere isolato e fortemente controllato dai tre.

Il ministro ha spiegato, al quarto punto, che non vi saranno limiti temporali alle operazioni militari che Israele potrà compiere nella Striscia di Gaza, quindi . Tel Aviv potrà operare in totale libertà e potrà intervenire militarmente ogni volta che lo riterrà opportuno.

Considerando l’evidente indebolimento politico di Netaniahu che ormai lega la sua sopravvivenza politica alle sorti di un conflitto che si prevede ancora lungo, non si capisce quali siano invece gli obiettivi che Israele dovrà raggiungere per considerare “finita” la guerra e dare il via a questo progetto.

Il numero dei soldati israeliani uccisi all’internodella Striscia (170 fino a qualche giorno fa) comincia a pesare sugli orientamenti della opinione pubblica israeliana così come il problema della liberazione degli staggi . Mentre he con la recente visita del segretario In Turchia e Medio Oriente Blinken dimostra l’interesse degli Stati Uniti non solo ad evitare una estensione del conflitto in primo luogo con gli Hezbollà del Libano e indirettamente con L’Iran..

Intanto il numero delle vittime civili continua a crescere a dismisura, così come le denunce di attacchi alle strutture che ospitano centinaia di profughi, alle scuole-rifugio, alle strutture sanitarie, mentre l’emittente del Qatar AlJazeera piange la morte di ben 12 sui reporter nel corso del conflitto.

aggiornamento crisi mediorientale ore 13.34

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