“Un PIL di circa 2.300 miliardi di dollari, una popolazione di oltre 210 milioni di abitanti e un ruolo sempre più centrale nelle catene globali del valore, in particolare nei settori dell’energia, dell’agroindustria e delle materie prime: il Brasile si posiziona come uno dei mercati più rilevanti tra le economie emergenti, specialmente per Italia ed Europa”. Le prospettive di crescita del Paese e le implicazioni per le imprese italiane sono al centro del paper ‘Italy and Brazil: Strengthening ties in the EU-Mercosur era’, realizzato dal Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte. Il report è stato presentato oggi a Roma presso l’Ambasciata del Brasile in Italia, durante il secondo appuntamento del ciclo Institutional Breakfast, una serie di incontri a porte chiuse promossa da Deloitte in collaborazione con International Strategic Network (ISN) e Associated Medias Press Agency (AMPA), con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni, diplomazia e sistema imprenditoriale. Tra i temi emersi, “la necessità di rafforzare ulteriormente la presenza italiana in Brasile, anche alla luce della nuova fase di attuazione dell’Accordo UE-Mercosur, entrato in applicazione provvisoria dal 1° maggio 2026”. L’analisi, rilevando come il Brasile rappresenti il principale mercato del Mercosur, “evidenzia come i rapporti economici con il continente europeo siano già consolidati: l’UE è il secondo partner commerciale del Brasile, con un interscambio pari a 89,5 miliardi di euro nel 2024 ed è il primo investitore estero nella regione”. In questo scenario, l’Accordo di libero scambio UE-Mercosur “assume una valenza strategica, contribuendo a ridurre le barriere commerciali, rafforzando la certezza del quadro normativo e favorendo l’integrazione delle catene del valore”. Il paper propone una “mappatura delle principali opportunità per le imprese italiane, evidenziando settori in cui esiste una forte complementarità tra domanda locale e competenze industriali del nostro Paese. Tra questi spiccano il comparto dei macchinari e delle tecnologie per la produzione, dove le esportazioni italiane verso il Brasile hanno raggiunto 2,1 miliardi di dollari nel 2024; l’agritech, trainato da oltre 150 milioni di ettari di terre coltivabili e da una crescente attenzione a produttività e sostenibilità; il settore energetico, caratterizzato da fabbisogni di investimento stimati in quasi 575 miliardi di dollari nel prossimo decennio e con oltre l’88% dell’elettricità già generata da fonti rinnovabili; infine le tecnologie ambientali, in particolare la gestione delle risorse e l’efficienza dei processi industriali”. Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Brasile ha superato gli 11 miliardi di euro, mentre oltre 1.100 imprese italiane operano stabilmente nel Paese, con uno stock di investimenti superiore ai 13 miliardi di euro. In questo contesto, lo studio “sottolinea come il potenziale di crescita non risieda soltanto nell’aumento delle esportazioni, ma anche nella capacità di rafforzare la presenza industriale e costruire modelli di collaborazione più integrati”. Un ulteriore elemento chiave riguarda le tempistiche di implementazione dell’Accordo UE-Mercosur. In questo scenario, l’Accordo di libero scambio UE-Mercosur “assume una valenza strategica, contribuendo a ridurre le barriere commerciali, rafforzando la certezza del quadro normativo e favorendo l’integrazione delle catene del valore”. Il paper propone una “mappatura delle principali opportunità per le imprese italiane, evidenziando settori in cui esiste una forte complementarità tra domanda locale e competenze industriali del nostro Paese. Tra questi spiccano il comparto dei macchinari e delle tecnologie per la produzione, dove le esportazioni italiane verso il Brasile hanno raggiunto 2,1 miliardi di dollari nel 2024; l’agritech, trainato da oltre 150 milioni di ettari di terre coltivabili e da una crescente attenzione a produttività e sostenibilità; il settore energetico, caratterizzato da fabbisogni di investimento stimati in quasi 575 miliardi di dollari nel prossimo decennio e con oltre l’88% dell’elettricità già generata da fonti rinnovabili; infine le tecnologie ambientali, in particolare la gestione delle risorse e l’efficienza dei processi industriali”. Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Brasile ha superato gli 11 miliardi di euro, mentre oltre 1.100 imprese italiane operano stabilmente nel Paese, con uno stock di investimenti superiore ai 13 miliardi di euro. In questo contesto, lo studio “sottolinea come il potenziale di crescita non risieda soltanto nell’aumento delle esportazioni, ma anche nella capacità di rafforzare la presenza industriale e costruire modelli di collaborazione più integrati”. Un ulteriore elemento chiave riguarda le tempistiche di implementazione dell’Accordo UE-Mercosur. “L’Accordo UE-Mercosur rappresenta una delle occasioni commerciali e industriali più concrete degli ultimi decenni per il Sistema Italia, ma occorre agire con tempestività. I dati ci dicono che tra il 2021 e il 2025 il ritardo nella ratifica ha prodotto per l’Italia una perdita cumulata stimata in 33,4 miliardi di dollari in PIL”, ha dichiarato Andrea Poggi, Head of Public Policy & Stakeholder Relations Centre, Deloitte Central Mediterranean. “Cogliere queste opportunità richiede che istituzioni e imprese si muovano in modo coordinato. È su questo terreno che il nostro Centro opera, mettendo a disposizione di tutti gli attori piattaforme di dialogo e strumenti per tradurre gli scenari aperti dall’Accordo in iniziative concrete”, ha aggiunto. “Oggi la competitività internazionale dipende sempre meno dalla semplice apertura dei mercati e sempre più dalla capacità di costruire partnership industriali affidabili e di lungo periodo. In questo senso, il Brasile rappresenta per l’Italia un interlocutore particolarmente rilevante: concentra circa il 75% del PIL del Mercosur, ospita oltre 1.100 imprese italiane già operative nel Paese e offre un contesto in cui presenza industriale, diplomazia economica e relazioni istituzionali tendono sempre più a convergere”, ha evidenziato l’Ambasciatore Giovanni Castellaneta, Presidente di International Strategic Network. “Tra Italia e Brasile esiste un potenziale di crescita di rilievo. Lo dicono i numeri, la analisi di mercato, la storia delle relazioni tra i due paesi. Associated Medias è l’unica agenzia di stampa italiana che opera a livello globale, attraverso un network di 36 siti proprietari ed in partnership con le più autorevoli testate dei singoli paesi in cui lavora. In Brasile, dove siamo attivi da tempo attraverso il nostro sito in portoghese (www.globodiplomatico.com) e grazie alla collaborazione con le più importanti testate del Paese, il nostro obiettivo è raccontare questa relazione speciale che esiste con l’Italia, favorendo in termini bilaterali nuove connessioni e opportunità concrete per le aziende e le istituzioni”, ha concluso Guido Talarico, Founder e CEO di Associated Medias.
