Esteri

John Elkann a colloquio con Trump su dazi e vincoli emissioni auto

 

di Andrea Maldi

 

 

“Abbiamo parlato di alcuni problemi legati all’ambiente, che ci impegneremo a risolvere” ha dichiarato ai giornalisti il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo una riunione con il presidente del gruppo Stellantis John Elkann che, come si evince, non cambia idea sull’applicazione dei dazi alle autovetture ma intende reinserire standard meno rigidi per le emissioni di Co2 dei veicoli, modificando le norme green introdotte dall’ex presidente Biden valutate troppo dannose per l’intero comparto dell’automotive.

Trump ha sottolineato che Elkann non ha chiesto una pausa alle pesanti imposte sulle auto – anche se quest’ultimo avrebbe ribadito la necessità di una maggiore chiarezza su quelle che saranno le politiche della Casa Bianca per proteggere il settore americano dell’auto – che alla mezzanotte di oggi 2 aprile sono ufficialmente entrate in vigore, tariffe che rischiano di oberare pesantemente sui bilanci oltre che di Stellantis anche sulle stesse case automobilistiche americane, come GM e Ford – secondo quanto scrive Bloomberg avrebbero fatto un ultimo tentativo per frenare l’amministrazione Trump sui dazi – .

Le tariffe sull’industria automobilistica, negative per la crescita ma positive per l’inflazione, riguarderebbero circa 500 miliardi di dollari di importazioni, pari a circa l’1,6% del PIL.

 

Durante il colloquio con Elkann sono state discusse le difficoltà delle politiche di Stellantis, gruppo che controlla marchi come Fiat, Peugeot, Citroën, Jeep, Dodge e Ram, che sta investendo consistentemente nell’elettrico e che deve affrontare i problemi di una complessa transizione industriale. Un eventuale ritorno di autovetture con motore a scoppio favorirebbe misure meno restrittive. Il vertice con il commander in chief potrebbe delineare le future programmazioni di Stellantis in Usa, una delle piazze commerciali più importanti della holding.

 

“Riporteremo il settore a uno standard ambientale forte ma realistico, che permetta di continuare a costruire automobili non soltanto elettriche. Rimuoveremo infatti le norme legislative che ostacolano l’industria automobilistica tradizionale. Il nostro obiettivo è quello di tornare agli standard del 2020, che prevedevano un limite di emissioni di 204 grammi di Co2 per miglio per le automobili e 284 grammi per i veicoli leggeri” ha aggiunto Trump. In effetti durante il primo incarico l’amministrazione Trump aveva tentato di congelare i livelli di emissioni del 2020, ma Joe Biden aveva poi applicato normative più ferree. Secondo il Tycoon le odierne limitazioni sulle emissioni “non fanno alcuna differenza per l’ambiente e rendono impossibile la produzione di automobili”.

 

 

Le parole di the Donald hanno spaccato a metà l’opinione pubblica: da una parte c’è chi accoglie il ritorno a combustione interna perché favorirebbe la prospettiva di regolamentazioni meno rigide, dall’altra fanatici del green dial e scienziati sottolineano come l’emissione di Co2 influisca negativamente sul riscaldamento globale, urge quindi una drastica diminuzione di gas serra per ridurre l’impatto.

Intanto l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha avviato un controllo sulle normative ambientali, compresi i criteri per le emissioni delle autovetture.

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