Esteri

Kamala Harris, progressista sulla famiglia è  irremovibile sull’alleanza con Israele 

La vicepresidente Harris ha difeso la sua famiglia dopo gli attacchi in una nuova intervista podcast uscita domenica.

Nel corso dell’intervista il conduttore  Alex Coopernel podcast “Call Her Dadd”,ha chiesto a Kamala Harris  la sua opinione sulle affermazioni  del governatore dell’Arkansas  Sarah Huckabee Sanders, che appena qualche settimana fa affermava  che il vicepresidente “non ha nulla che la mantenga umile” a causa della sua mancanza di “.figli biologici”.

“La famiglia–  ha risposto Kamala–  si presenta in molte forme e penso che, sempre di più, tutti noi sappiamo che questi non sono più gli anni ’50“. Aggiungendo“le famiglie possono assumere diverse forme e dimensioni, ma sono pur sempre famiglie”.

Anche il marito di Harris, i Doug Emhoffha attaccato la Sanders per i commenti del ​​mese scorso durante un evento della campagna elettorale a Brooklyn.“Come se mantenere le donne umili, che abbiano figli o meno, fosse qualcosa per cui dovremmo impegnarci, non lo è. Ma ti dirò una cosa, tornando a quel dibattito, Kamala ha sicuramente mantenuto Trump umile, non è vero? Perché è di questo che si tratta davvero”.

Nella sua intervista Harris ha anche risposto ai commenti del senatore dell’Ohio JD Vance, candidato repubblicano alla vicepresidenza, che nel 2021 aveva affermato  che igli Stati Uniti sono governati da “un gruppo di gattare senza figli che sono infelici per le loro vite e per le scelte che hanno fatto, e quindi vogliono rendere infelice anche il resto del paese”.

“Penso solo che sia cattivo e meschino”,ha detto Harris.”e penso che la maggior parte degli americani voglia leader che capiscano che la misura della loro forza non si basa su chi abbatti. La vera misura della forza di un leader si basa su chi sollevi”.

In un’altra dichiarazione inviata via email a The Hill,la Sanders ha ribattuto  “non criticherei mai una donna per il fatto di non avere figli, il punto che stavo sollevando e che Kamala Harris ha confermato per sua stessa ammissione, che non crede che i nostri leader debbano essere umili, il che spiega la sua arrogante affermazione che solo lei può risolvere i problemi della nostra nazione dopo aver trascorso gli ultimi quattro anni a peggiorarli”.

Nel corso di un’altra intervistanel programma “60 Minutes”della CBS News,Kamala  Harris è stata invece incalzata sul tema ben più importante, del  sostegno degli Stati Uniti al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

“Forniamo a Israele miliardi di dollari in aiuti militari”,ha denunciato il giornalista Bill Whitaker con una clip diffusa da Mediaite“Eppure, il Primo Ministro Netanyahu sembra tracciare la sua rotta. All l’amministrazione Biden-Harris che lo incalzava perchè accettasse un cessate il fuoco. [Lui] ha resistito. Lo avete esortato a non andare in Libano. Lui è andato comunque. Ha promesso di far pagare all’Iran l’attacco missilistico, e questo ha il potenziale di espandere la guerra. Gli Stati Uniti non hanno dunque alcuna influenza sul Primo Ministro Netanyahu?”

Con la sua  risposta Kamala Harrsi ha  sostanzialmente  ribadito le posizioni del presidente Joe Biden: “L’aiuto che abbiamo dato a Israele gli  ha permesso di difendersi da 200 missili balistici che erano solo pensati per attaccare gli israeliani e il popolo di Israele.  Quando pensiamo alla minaccia che Hamas, Hezbollah, l’Iran rappresentano, penso che sia, senza alcun dubbio, il nostro imperativo fare il possibile per consentire a Israele di difendersi da questo tipo di attacchi”.

“Ora, il lavoro che svolgiamo diplomaticamente, con la leadership di Israele, è una ricerca continua per chiarire i nostri principi, che includono la necessità di aiuti umanitari, la necessità che questa guerra finisca, la necessità di un accordo da raggiungere, che libererebbe gli ostaggi e creerebbe un cessate il fuoco”,ha aggiunto Harris. “E non ci fermeremo in termini di pressione su Israele e nella regione, compresi i leader arabi”.

Rivolta poi all’intervistatore Bill Whitaker che ribadiva la insensibilità di Netanyahu rispetto a qualsia proposta di Washington, ha risposto “Bene, Bill, il lavoro che abbiamo svolto ha portato a una serie di movimenti in quella regione da parte di Israele che sono stati in gran parte sollecitati, o a un risultato su molti aspetti, tra cui la nostra difesa di ciò che deve accadere nella regione”.

Whitaker notando la genericità delle affermazioni di Harris, ha insistito chiedendo “abbiamo(in Netanyahu) un vero alleato stretto?”.

“Penso che, con tutto il rispetto,- ha risposto-che la domanda migliore sia: ‘Abbiamo un’alleanza importante tra il popolo americano e quello israeliano?’E la risposta a questa domanda è sì”.

 

Balthazar

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