Esteri

Afghanistan, i Talebani cercano spazi a livello interazionale

Al Jazeera ha recentemente pubblicato un reportage su come India, Pakistan e Iran stiano corteggiando i Talebani, il che è vero, ma ha omesso di menzionare come lo stiano facendo anche Russia e Cina e le pressini che gli Stati Uniti stanno esercitando sul gruppo.

Il Ministro degli Esteri indiano, Dr. Subrahmanyam Jaishankar, ha tenuto ha preso contati con la sua controparte afghana a fine maggio, la prima tra funzionari del loro livello in oltre venticinque anni.

Ringraziandola per aver condannato l’attacco terroristico di Pahalgam di aprile, che ha portato al recente conflitto indo-pakistano, e per non essersi lasciato ingannare dalle fake news destinate a fomentare tensioni tra i due Paesi.

FRa l’altro hanno anche discusso dell’ampliamento dei rapporti bilaterali. India e Afghanistan condividono la percezione di una minaccia nei confronti del Pakistan, la prima a causa del conflitto in Kashmir e la seconda per i presunti tentativi di Islamabad di subordinare Kabul.

Una più stretta cooperazione tra i due Paesi favorisce quindi i rispettivi interessi, ma suscita profonda diffidenza da parte del Pakistan che accusa l’Afghanistan di ospitare gruppi terroristici, accusa negata dai Talebani.

Ma una volta risolto il conseguente il nodo della sicurezza, si riaprirebbe la strada per  Corridoio Eurasiatico Centrale dal Pakistan alla Russia e oltre.

Passando all’Iran, il Paese ha da tempo tensioni con i Talebani in materia di diritti idrici e migrazione, il Ministro degli Esteri  talebano ha appena visitato Teheran nel tentativo di contribuire a risolverle queste controversie. Anche se non venissero superate resta il fatto che l’Iran ha sinceramente interesse a farlo e le tensioni potrebbero rimanere gestibili per ora.

I legami dell’Iran con l’Afghanistan sono in netto contrasto con quelli della Russia, che ha recentemente rimosso la qualifica di terrorista dei Talebani e ha appena ospitato una delegazione al recente Forum Mondiale Russia-Islamico di Kazan.

Per l’occasione ha firmato diversi accordi che tuttavia si contrappongono ai piani di connettività del Pakistan offrendo a Mosca la possibilità di mediare tra Islamabad e Kabul.

Anche la Cina sta già mediando, ma la Russia sembra oggettivamente più vicina ai Talebani oggi di quanto non lo sia mai stata come dimostrano gli ultimi accordi appena firmati.

In ogni caso, la Cina è pronta a svolgere un ruolo fondamentale nella ricostruzione dell’Afghanistan, sebbene le continue minacce alla sicurezza derivanti dall’ISIS-K sembrino aver finora ostacolato l’attuazione dei suoi pianiche possono essere rapidamente attuati in futuro.

Questo è esattamente ciò che gli Stati Uniti vogliono impedire, il che spiega la nuova pressione che stanno esercitando sui talebani attraverso la richiesta di Trump di riprendere il controllo della base aerea di Bagram.

A cui si aggiunge la minaccia del Segrtario di Stato Rubio di ri-classificare il Gruppo come “Organizzazione terroristica straniera” (possibilmente solo se rifiuta). La possibile collusione del Pakistan con gli Stati Uniti sarà fondamentale nel determinare il futuro. Se infatti gli Stati Uniti avranno successo, potrebbero ri-modellare tutta la Geopolitica dell’Asia Meridionale, con grande danno per l’India e forse anche per la Cina.

Dato il rinnovato interesse che i principali attori – India, Pakistan, Iran, Russia, Cina e Stati Uniti – nutrono per l’Afghanistan, il ritorno dei Talebani alla ribalta internazionale potrebbe preannunciare una nuova era di cooperazione e competizione tra di loro.

Ma al principale incognita resta il dilemma di sicurezza afghano-pakistano e a quali condizioni potrebbe, ad esempio, venir risolto con la mediazione eurasiatica (Russia e/o Cina) o con la coercizione americana, il che a sua volta porrà queste dinamiche su traiettorie molto diverse.

BTZ

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