Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta “sognando” se pensa di aver distrutto i siti nucleari iraniani nell’attaco di giugno con Israele. Parola del leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei. “Continuate a sognare!”, ha detto in un incontro co gli atleti. E di nuovo rivolto a Trump ha aggiunto: “Chi sei tu per dire che un paese debba o non debba avere l’energia nucleare?”.
La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha poi criticato il viaggio del presidente Donald Trump in Israele della scorsa settimana, prima della firma dell’accordo di Sharm el-Sheikh. “Il Presidente degli Stati Uniti si è recato nella Palestina occupata per tirarli fuori dalla loro disperazione”, ha detto Khamenei, aggiungendo che Trump “ha cercato di dare speranza e risollevare il morale dei sionisti delusi nella Palestina occupata con una manciata di parole vuote e la sua buffoneria”. Durante un discorso ai campioni olimpici iraniani a Teheran, la Guida suprema ha affermato che “siamo nel mezzo di una guerra morbida”, ed è tornato a commentare il conflitto tra Iran e Israele durante la scorsa estate. “I missili iraniani sono riusciti a distruggere nel profondo alcuni dei centri più importanti del regime sionista”, ha detto Khamenei, come riferisce il suo profilo su X. “Le Forze Armate hanno utilizzato questi missili e li utilizzeranno di nuovo in futuro, se necessario”, ha detto Khamenei, affermando che i missili utilizzati contro Israele durante l’estate “sono stati costruiti da giovani iraniani” e non sono stati acquistati dall’estero. L’Iran ha poi nuovamente escluso colloqui nel breve periodo con gli Stati Uniti riguardo al dossier nucleare, dopo che il precedente negoziato aperto in primavera è stato interrotto con il conflitto durante l’estate con Israele e il bombardamento dei siti atomici iraniani da parte di Washington. “Finché permarranno aspettative e richieste eccessive (da parte degli Stati Uniti), non ci sarà terreno per negoziati e comprensione”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. “I contatti tra noi e la parte opposta continuano in qualche modo attraverso intermediari, ma questo non significa l’inizio dei negoziati. I colloqui iniziano solo quando entrambe le parti rispettano le reciproche posizioni e sono disposte a considerare i rispettivi interessi su un piano di parità. Non siamo ancora arrivati ;;a questo punto”, ha aggiunto il funzionario, come riferisce Mehr.
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