“I ministri hanno affrontato l’argomento delle misure restrittive della Commissione europea relative a Israele. Il cessate il fuoco ha cambiato il contesto, e chiaro per tutti. Tuttavia, a meno che non si assista a un cambiamento reale e duraturo sul campo, compreso un aumento degli aiuti a Gaza, la minaccia di sanzioni rimane sul tavolo”. Lo ha dichiarato l’alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza al termine del Consiglio Affari esteri a Lussemburgo. “Il cessate il fuoco a Gaza ha appena affrontato la sua prima grande prova. Gli attacchi di Hamas contro i civili palestinesi e il suo rifiuto di deporre le armi rendono il cessate il fuoco sempre piu’ fragile”, ha aggiunto. Poi la Commissaria Ue al Mediterraneo:”Siamo tutti consapevoli che il cessate il fuoco e’ fragile, e questo va sottolineato. Tutti guardano con attenzione alla seconda fase, che significa la smilitarizzazione di Hamas. Siamo tutti d’accordo sul fatto che dobbiamo mantenere canali aperti sia con Israele che con la Palestina, ma allo stesso tempo mantenere le misure e le sanzioni proposte sul tavolo”. Queste le parole di Dubravka Suica, a margine del Consiglio Esteri a Lussemburgo. “L’accesso umanitario deve esserci. Il che significa che dobbiamo tutti lavorarci: non solo noi della Commissione, ma anche tutti gli Stati membri e chiunque possa contribuire, per garantire l’accesso degli aiuti umanitari, ma anche dei giornalisti e di tutte le Ong internazionali, che e’ importante”, ha aggiunto. “Le sanzioni devono restare finche’ non vedremo cosa accade sul campo”, ha sottolineato Suica.
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