Esteri

La Cina blocca le importazioni di soia USA per colpire l’elettorato di Trump

di Balthazar

Negli ultimi mesi la Cina ha sospeso gli acquisti di soia dagli Stati Uniti, una mossa vista come un tentativo calcolato di fare pressione sull’amministrazione Trump nel contesto dell’intensificarsi delle tensioni commerciali.

La sospensione da parte di Pechino segna un netto declino nelle relazioni commerciali agricole tra Stati Uniti e Cina e ha scosso il cuore della comunità agricola americana.

Il blocco arriva mentre entrambe le parti si preparano per un potenziale incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping alla fine di questo mese anche se i piani dell’incontro non sono stati resi noti.

“I coltivatori di soia del nostro Paese stanno subendo danni perché la Cina, solo per ragioni di ‘negoziazione’, non acquista”, ha dichiarato Trump in un post sui social media il 1° ottobre aggiungendo “abbiamo guadagnato così tanti soldi con i dazi che ne prenderemo una piccola parte e aiuteremo i nostri agricoltori”.

Per decenni, il commercio di soia è stato un pilastro della cooperazione agricola sino-americana. Nell’ambito dell’adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001, la Cina ha eliminato le quote di importazione e imposto un dazio uniforme del 3%, determinando un’impennata delle importazioni di soia dagli Stati Uniti.

Lo scorso anno, gli Stati Uniti hanno spedito in Cina 985 milioni di bushel di soia, pari al 51% delle esportazioni totali di soia del Paese. Ma da gennaio ad agosto 2025, le esportazioni di soia verso la Cina sono scese a soli 218 milioni di bushel, senza alcuna consegna registrata a giugno, luglio e agosto.

Si prevede che il Brasile, il maggiore produttore mondiale, raccoglierà 169 milioni di tonnellate nella campagna 2024/25, pari a circa il 40% della produzione globale. Il raccolto statunitense di 119 milioni di tonnellate rappresenta il 28%, il che significa che i due Paesi insieme forniscono il 68% della soia mondiale.

I coltivatori di soia sono concentrati principalmente in stati come Illinois, Iowa e Minnesota, che sono tutte roccaforti del movimento MAGA di Trump. E non c’è dubbio che il blocco delle importazioni di soia da parte della Cina abbia avuto un impatto profondo sulle condizioni di vita di questi agricoltori, che hanno già espresso forte insoddisfazione nei confronti della Casa Bianca.

Il 2 aprile, Trump ha annunciato un piano radicale per imporre dazi reciproci a tutti i paesi, ma sebbene Cina e Stati Uniti  abbiano concordato il 12 maggio di allentare il confronto, le merci cinesi negli USA  continuano a essere soggette a dazi che vanno dal 30% al 50%. Mentre gli esportatori statunitensi devono pagare solo un dazio del 10% per spedire le loro merci in Cina.

Nel frattempo entrambe le parti si sono poi concentrate su altre questioni commerciali, come quelle relative alle terre rare e ai semiconduttori. L’attuale tregua commerciale scadrà il 10 novembre se i negoziati tra le due parti non dovessero progredire, mentre Pechino ha già ordinato ai suoi importatori di non acquistare soia dagli Stati Uniti da maggio.

La guerra tariffaria e la guerra commerciale non servono gli interessi di nessuno. Le due parti devono affrontare le questioni rilevanti attraverso consultazioni basate su uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio”, ha dichiarato il 23 settembre il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun.

Nell’emisfero settentrionale, la semina avviene solitamente da maggio a luglio, mentre la raccolta avviene da settembre a novembre.Fine modulo

Secondo le linee guida dell’Università statale dell’Iowa, la soia può essere consevata  in sicurezza fino a un anno se il suo contenuto di umidità è mantenuto al 13% o meno, e per periodi più lunghi al 12% o meno.

Alcuni osservatori sostengono che la lunga conservazione della soia potrebbe contribuire ad attenuare l’impatto immediato del blocco delle importazioni da parte della Cina. Infatti con una conservazione adeguata, gli agricoltori statunitensi possono conservare i loro raccolti per anni senza perdite, vendendoli ad altri mercati anche beneficiando anche dei programmi di sussidi federali.

In risposta alla crescente pressione delle circoscrizioni rurali, Trump starebbe preparando un pacchetto di salvataggio da 10 miliardi di dollari per sostenere gli agricoltori più colpiti dal blocco delle importazioni di soia da parte della Cina.  Il piano attingerebbe alle entrate tariffarie e ai fondi del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per compensare le perdite nei mercati di esportazione.

Resta il fatto che la sospensione degli acquisti di soia statunitense da parte della Cina ha danneggiato le esportazioni totali USA verso la Cina, che sono diminuite del 16,8% nei tre mesi tra giugno e agosto 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un segnale anche all’Europa che sulle tariffe doganali di Trump si è dimostrata piuttosto remissiva.

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