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Frosinone, il cantiere dello spreco mentre la città muore (e si ammala)

Centoventi milioni di euro. Una cifra che, sulla carta, dovrebbe trasformare una città di provincia in una metropoli europea. Ma a Frosinone, la realtà che si respira (letteralmente) è ben diversa. Mentre l’amministrazione si fregia di rendering luccicanti e inaugurazioni in pompa magna, il capoluogo ciociaro scivola inesorabilmente verso un destino da città dormitorio , svuotata di anima, di commercio e, tragicamente, di salute.
## L’Abbuffata degli Appalti: Infrastrutture per chi?
Il PNRR è diventato il banchetto d’oro per le ditte appaltatrici. Si scavano strade, si creano piste ciclabili deserte e si progettano sistemi di trasporto come il BRT, che molti cittadini già ribattezzano come l’ennesima “cattedrale nel deserto”.
La domanda sorge spontanea: questi investimenti servono davvero alla cittadinanza o servono solo a movimentare enormi flussi di denaro pubblico verso i soliti noti? Vediamo rotatorie che spuntano come funghi e parcheggi di interscambio in zone periferiche, mentre il centro storico agonizza e le saracinesche si abbassano una dopo l’altra. Frosinone non è diventata più vivibile; è diventata solo un labirinto di transenne che agevola i bilanci delle imprese, ma non la qualità della vita di chi ci abita. Il Silenzio Assordante sull’Inquinamento
Mentre si spendono milioni per il “decoro urbano”, la classe politica sembra ignorare deliberatamente l’elefante nella stanza: l’aria irrespirabile . Frosinone detiene stabilmente i primati peggiori d’Italia per sforamenti di PM10 e biossido di azoto.
La politica dei “vasi di fiori” e delle “piste ciclabili a macchia di leopardo” è un insulto a chi vive nella Valle del Sacco. Non basta un bus elettrico se la città rimane intrappolata in una conca di veleni, senza un piano strutturale che affronti le emissioni industriali e il riscaldamento obsoleto.
La Piaga del Male: I Dati che Nessuno Vuole Leggere
C’è un dato che più di ogni altro dovrebbe far tremare i polsi ai nostri amministratori, ma che viene regolarmente messo in secondo piano rispetto ai nastri da tagliare: l’incidenza delle patologie oncologiche.
I rapporti epidemiologici sulla Valle del Sacco e i dati del Registro Tumori (seppur spesso pubblicati con ritardi biblici) parlano chiaro:
Mortalità in eccesso:
Frosinone e i comuni limitrofi registrano picchi di incidenza per tumori polmonari, alle vie urinarie e linfomi, con numeri sensibilmente superiori alla media nazionale.
Patologie respiratorie:** Non sono solo “fastidi”, ma una condanna cronica per migliaia di residenti, causata da decenni di incuria ambientale e un monitoraggio che sembra più formale che sostanziale.
Investire 100 milioni in cemento senza destinarne una quota significativa alla **bonifica reale** e alla **prevenzione sanitaria** non è amministrare: è distogliere lo sguardo.l
Una Città Senza Futuro
Frosinone sta diventando un dormitorio di lusso per chi lavora a Roma o altrove, una città dove si torna solo per dormire in attesa del prossimo lunedì. Non c’è offerta culturale degna di nota, non c’è una visione di sviluppo economico che non sia legata alla logistica o al cemento.
La classe politica locale sembra gestire un’enorme agenzia di appalti, dimenticando che il primo dovere di chi governa è proteggere la vita e la salute dei propri cittadini. Di fronte a un’incidenza tumorale che continua a mietere vittime, le piste ciclabili non sono una soluzione: sono una beffa.
I dati sull’incidenza tumorale citati si riferiscono agli studi epidemiologici condotti nell’area del SIN (Sito di Interesse Nazionale) “Bacino del Fiume Sacco”, che evidenziano criticità sanitarie storiche legate all’inquinamento ambientale. Per consultare i dati ufficiali aggiornati, è possibile fare riferimento ai report del DEP (Dipartimento di Epidemiologia del Lazio) e ai registri tumori locali.

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