La guerra di Putin

La Commissione europea ha annunciato il 19° pacchetto di sanzioni alla Russia 

 

di Giuliano Longo

Il 19° pacchetto di sanzioni contro la Russia, preparato della Commissione Europea (CE), ancora in attesa di approvazione da parte del Consiglio dell’UE, si concentra tradizionalmente sul settore dei carburanti e dell’energia.

Propone di accelerare di un anno l’eliminazione graduale delle importazioni di GNL dalla Russia, di inserire nella lista nera altre 118 petroliere e di vietare le transazioni con Rosneft e Gazprom Neft. Anche gli acquirenti di petrolio russo in altri Paesi che non rispettano le restrizioni potrebbero essere soggetti a sanzioni UE.

Tuttavia gli analisti ritengono che l’impatto del nuovo pacchetto rimarrà limitato.

Nello specifico l’eliminazione graduale del GNL dalla Russia è prevista  fino al 1° gennaio 2027. Inoltre, la CE propone di imporre sanzioni ad altre 118 navi che trasportano petrolio russo eludendo le restrizioni, portando il numero totale di petroliere soggette a sanzioni UE a oltre 560.

Il tetto massimo di prezzo per il petrolio russo, fissato a 47,6 dollari al barile nell’ambito delle ultime sanzioni UE, è entrato in vigore il 3 settembre. La CE ha inoltre proposto di vietare tutte le transazioni con Rosneft e Gazprom Neft , il cui petrolio era autorizzato per la spedizione verso paesi terzi da parte di società europee nel 2022.

Inoltre, la CE sta “prendendo di mira” raffinerie, commercianti e società petrolchimiche di paesi terzi, tra cui la Cina, che acquistano petrolio russo eludendo le restrizioni.

Oltre al settore energetico la Commissione propone di includere  nuove restrizioni contro le banche in Russia e in altri paesi, misure contro le piattaforme di scambio di criptovalute e ulteriori restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie verso la Russia che potrebbero essere utilizzati per scopi militari.

Attualmente, il GNL russo viene fornito all’UE solo dall’impianto Yamal LNG, che ha una capacità di 16,5 milioni di tonnellate. NOVATEK detiene il 50,1% dell’impianto, la francese TotalEnergies il 20%, CNPC il 20% e il Silk Road Fund il 9,9%. Le attività di altri due impianti, Port LNG di Gazprom (1,5 milioni di tonnellate) e Cryogas-Vysotsk di NOVATEK (0,9 milioni di tonnellate), che in precedenza fornivano GNL all’UE, sono state congelate dalle sanzioni.

La quota di GNL dell’UE per Yamal raggiunge il 70%, quindi la domanda chiave è se NOVATEK sarà in grado di reindirizzare questi volumi verso altri mercati in un periodo così breve.

Francia, Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Italia rimangono i principali acquirenti di GNL russo nell’UE. Secondo le stime di Eurostat, il valore del GNL russo importato nell’UE raggiunge i 500 milioni di euro al mese. Tra i fornitori di GNL per l’Europa, la Russia è seconda solo agli Stati Uniti.

Da Mosca affermano che in teoria, tutti i volumi potrebbero essere reindirizzati verso altre destinazioni utilizzando il sistema di trasbordo da nave a nave dalle navi di classe ghiaccio che operano nell’area dell’isola di Kildin,

Ma in ogni caso s il costo di consegna ad altri mercati, probabilmente quelli asiatici, aumenterà significativamente, il che, ipotizzando prezzi del GNL uguali nell’UE e nell’area Asia-Pacifico, porterà a una diminuzione della redditività delle esportazioni di GNL.

Non è invece chiaro se l’imposizione di sanzioni sarà motivo sufficiente per la risoluzione dei contratti a lungo termine tra i clienti europei e Yamal LNG.

Secondo il quotidiano economico moscovita Kommerzant  “ a differenza delle sanzioni americane, quelle europee non ostacolano la cooperazione globale, mentre  le sanzioni dell’UE contro le raffinerie nei paesi terzi potrebbero colpire solo le piccole aziende che trattano esclusivamente petrolio russo, non grandi attori come le aziende cinesi o indiane”.

Le nuove restrizioni europee  infatti non fermeranno la raffinazione del petrolio russo nelle raffinerie di Paesi terzi come India e Turchia, poiché la  redditività di queste operazioni è così elevata che gli impianti continueranno a svolgere la loro attività  anche con l’inasprimento delle restrizioni.

Inoltre le sanzioni potrebbero consentire agli acquirenti di negoziare ulteriori sconti, anche se  tali misure potrebbero scoraggiare le aziende cinesi e indiane che operano in Europa.

Come è accaduto ripetutamente dall’introduzione dei precedenti pacchetti di sanzioni, lo sconto sulle materie prime russe potrebbe temporaneamente ampliarsi, ma, come in precedenza, tornerà ai livelli antecedenti entro poche settimane.

Kommerzant ricorda che le precedenti sanzioni dell’UE contro le petroliere  russe hanno esercitato solo una pressione a breve termine. Pertanto, le misure imposte a maggio contro 189 navi hanno portato a un brusco aumento delle tariffe che si è rapidamente invertito.

La riduzione del tetto massimo dei prezzi di luglio e le nuove restrizioni su 105 petroliere hanno colpito principalmente gli armatori greci e ora colpiranno anche la Turchia le cui rotte sono tradizionalmente più sensibili alle restrizioni UE.

Pertanto si prevede un aumento a breve termine delle tariffe di trasporto dai porti della Russia occidentale, ma ulteriori cali saranno frenati dall’aumento della produzione a ottobre nell’ambito dell’OPEC+.

Secondo i dati della Borsa di Mosca di ieri sera le sanzioni contro Rosneft e Gazprom Neft hanno portato a un calo delle azioni delle due società rispettivamente dell’1,10% e dell’1,59% con una sostanziale tenuta del titolo.

Gli asset di Rosneft in Germania sono già stati posti sotto gestione esterna  nel 2022 e la società vende le sue principali esportazioni attraverso i porti russi. Anche le sanzioni statunitensi contro Gazprom Neft, imposte nel gennaio 2025, non hanno avuto un impatto significativo sulla sua performance finanziaria delle compagnie.

Tuttavia emerge una tendenza verso sanzioni secondarie nelle proposte della Commissione Europea. In particolare, il nuovo pacchetto propone politiche più severe nei confronti degli istituti finanziari non russi anchese già in precedenza, le banche regionali cinesi erano soggette a restrizioni.

Sotto il profilo politico questo nuovo pacchetto mira a blandire la posizione di Trump secondo il quale occorre colpire con sanzioni secondari i grandi importatoti di energia russa quali Cina e India per porre fine al conflitto ucraino, ma fra il dire e il fare…..

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