Cronaca

La legale della clinica palermitana La  Maddalena chiede a Matteo Messina Denaro di pentirsi: “Stai morendo, parla”

 

Non è solo un appello quello lanciato dal legale della clinica privata palermitana La Maddalena al boss Matteo Messina Denaro, per lui la richiesta di pentirsi e una difesa della struttura dove il capo della mafia si è curato. A parlare è l’avvocato Alessia Randazzo, rivolto all’ex paziente Andrea Bonafede, dietro cui si celava la vera identità di Matteo Messina Denaro, curato per circa due anni dai medici della struttura per un tumore. Sui social, Randazzo si è rivolta al boss mafioso chiamandolo con il nome che aveva usato quando frequentava l’ospedale oncologico: “Al signor Bonafede avrei da dire una sola cose: se facendoti prestare una vita che non meriti, nel cammino della malattia ti fossi specchiato in ognuno dei tuoi errori, adesso parla”. Secondo Randazzo, come già aveva ipotizzato da un oncologo nelle ore successive all’arresto, a Messina Denaro resterebbe poco da vivere per le sue condizioni di salute. Da qui le parole della donna: “Fallo ora che sai che non manca molto al momento in cui quel bambino (chiaro il riferimento al piccolo Giuseppe Di Matteo)  e tutti gli altri te li ritroverai davanti”.

Ma ce ne è anche per chi ha sollevato dubbi e sospetti sul personale della clinica e su quanto fossero realmente ignari della vera identità del boss mafioso, l’avvocata Randazzo ha risposto: “La volgarità, l’insinuazione, l’illazione sono state le scorciatoie più imboccate in queste ore, quando invece le responsabilità e le risposte sono scritte tutte nella cartella clinica della Repubblica italiana. Per la quale, mi pare evidente, non c’è schema di terapia che possa condurre a guarigione”. Nessuno del personale è stato indagato, per quanto i momenti di polemica non siano mancati, legati, per esempio alla diffusione del selfie di un chirurgo con il boss fatto all’interno della struttura, tempo prima dell’arresto.

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