di Andrea Maldi
I rapporti tra Ue e Usa si fanno sempre più aspri, Donald Trump vuole imporre tasse del 25% contro gli scambi commerciali dell’Unione Europea: “Applicheremo dazi del 25% sulle importazioni europee, senza distinzioni. Abbiamo già preso la decisione e a breve faremo sapere da quando scatteranno. Riguarderanno le auto e tutto il resto… l’Unione Europea è stata creata con lo scopo di fregare gli Stati Uniti, gli europei hanno fatto un buon lavoro e ci sono riusciti, ma adesso sono io il presidente. Si sono davvero approfittati di noi. Non accettano le nostre auto, non accettano i nostri prodotti agricoli, usano ogni sorta di scusa per non farlo… Gli europei potrebbero anche adottare misure di rappresaglia, ma non lo faranno. Possono tentare, ma gli effetti non sarebbero gli stessi, perché noi andremo a vendere da un’altra parte. Tutto il mondo vuole i nostri prodotti: sarà sufficiente non comprare più niente da loro” ha dichiarato Trump.
Ma la spada di Damocle dei dazi, paventata dal Tycoon entro i primi di aprile, appare da subito discutibile e piena di imprecisioni. La risposta di Bruxelles infatti arriva prontamente: “l’Ue è il più grande mercato libero del mondo, finora è stato una manna per gli Stati Uniti. Ha creato un mercato unico, ampio e integrato, l’Ue ha facilitato il commercio, ridotto i costi per gli esportatori statunitensi e armonizzato standard e regolamenti in 27 Paesi. Di conseguenza, gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi… è il più grande business bilaterale del mondo… l’Europa è pronta a cooperare con l’America solo se Washington rispetterà le regole e sarà pronta a rispondere immediatamente e con fermezza contro le barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando le tariffe vengono utilizzate per contestare politiche legali e non discriminatorie”.
Il giro di affari tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti d’America è gigantesco. Complessivamente formano circa il 30% degli scambi commerciali mondiali di beni e servizi e quasi il 43% del Pil mondiale. Secondo i dati Eurostat del 2023 gli interscambi di beni e servizi tra i due partner hanno superato 1.500 miliardi di Euro.
Le autovetture, insieme ai farmaci, sono uno dei principali beni esportati in Usa. Nel 2023 l’ammontare complessivo dei veicoli venduti in America è di oltre 40 miliardi di Euro, pari a più di 1.200.000 auto. All’opposto l’insieme delle vetture statunitensi importate in Europa è di appena 8 miliardi.
Nel caso di applicazione di dazi del 25% sull’export, come minacciato da Trump, a pagarne maggiormente le conseguenze sarebbe la Germania, che vanta il primato di leader delle esportazioni europee di autoveicoli quali BMW, Porche, Volkswagen e Mercedes.
