L’Afghanista dei talebani si chiama ancora una volta fuori dalla Comuità internazionale.Non sono bastate le leggi canaglia sulle donne, adesso gli uomini che governano questo martoriato Paese e che sono fuori dal modo dei diritti sono andati oltre ogni possibile immaginazione. La polizia morale del governo talebano ha dichiarato che non collaborerà più con la missione delle Nazioni Unite in Afghanistan, definendola “una parte avversa”. “A causa della sua continua propaganda, a partire da ora il Ministero per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione del Vizio non fornirà alcun supporto o cooperazione con l’Unama (Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan), che sarà considerata una parte avversa”, ha dichiarato il ministero sui social media nella tarda serata di giovedì. Le Nazioni Unite con i funzionari della missione a Kabul avevano già messo nero su bianco le accuse contro il sistema taleban lo scorso mese di luglio. Per i signori che governano l’Afghanistan “ascoltare musica, fumare il narghilè e tagliarsi i capelli all’occidentale sono tutti atti punibili sotto il governo dei taleban, la cui cosiddetta polizia morale limita i diritti umani colpendo in modo particolarmente forte donne e ragazze”, in un “clima di paura e intimidazione”: questi i contenuti del rapporto della Missione di assistenza dell’Onu in Afghanistan (Unama). I taleban, che hanno ripreso il potere nell’agosto del 2021, hanno istituito un ministero per la Virtù e la prevenzione del Vizio incaricato di far rispettare le rigide interpretazioni della legge islamica. Le violazioni dei miliziani contro donne e ragazze sono così gravi che un alto funzionario dell’Onu ha recentemente affermato potrebbero equivalere a “crimini contro l’umanità”. Il rapporto descrive nei dettagli come i taleban abbiano chiuso arbitrariamente le attività commerciali di proprietà delle donne, rendendo illegale la loro apparizione nei film, chiudendo i saloni di bellezza e limitando l’accesso al controllo delle nascite. Critiche che i taleban hanno definito “infondate”, sostenendo che gli autori del documento “provano a valutare l’Afghanistan da una prospettiva occidentale, il che non è corretto”. Oggi lo strappo definitivo che ha piombare questo Paese in una condizione medioevale.
