Economia e Lavoro

Lavoro: proposte comuni Cgil, Cisl e Uil su contratti e rappresentanza

 

di Agazio Pontieri

 

Nel corso della notte è stata varata la piattaforma di Cgil, Cisl, Uil che qualifica la proposta delle tre confederazioni per un accordo quadro interconfederale con le principali associazioni datoriali. Nel testo, spiega una nota congiunta, sono stati affrontati i temi relativi a modello contrattuale, crescita dei salari, rappresentanza sindacale e datoriale, contrasto al dumping, formazione, salute e sicurezza, partecipazione dei lavoratori. Il testo dell’intesa è stato trasmesso alle Associazioni datoriali. Cgil, Cisl, Uil, si legge nel testo, “condividono la necessità di intervenire sui temi relativi al modello contrattuale, alla crescita dei salari, alla rappresentanza sindacale e datoriale e la sua certificazione. Questo al fine di rendere certe le procedure negoziali della contrattazione collettiva e per il riconoscimento delle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale, tramite la misurazione certificata degli iscritti e dei voti espressi dalle lavoratrici e dai lavoratori, anche ai fini del contrasto e del superamento dei fenomeni di dumping presenti nell’attuale sistema contrattuale sotto forma di ‘contratti pirata’”. “Tutto ciò deve trovare realizzazione attraverso un Accordo quadro tra Cgil, Cisl, Uil e le associazioni datoriali dei diversi ambiti settoriali e natura di impresa, nel settore privato, che individui le regole generali in maniera coordinata e omogenea, a cui faranno seguito specifici accordi interconfederali di ambito, su materie ad essi demandate, al fine di cogliere peculiarità e caratteristiche dei settori”, aggiungono i sindacati.

 

In piattaforma Cgil, Cisl e Uil spinta a salari e misurazione rappresentanza

“Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro stipulato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, in modo certificato sul piano nazionale, assolve la funzione di fonte di regolazione dei rapporti di lavoro, di definizione e di garanzia dei trattamenti economici e normativi per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del settore, ovunque impiegati, sul territorio nazionale”. Questo è una parte del contenuto della piattaforma inviata da Cgil, Cisl e Uil alle organizzazioni datoriali per giungere a un accordo quadro interconfederale, che si sofferma sulle definizioni di contrattazione nazionale e decentrata (aziendale e/o di gruppo, territoriale e/o di sito e/o di filiera/distretto), di trattamenti economici minimi (Tem), e complessivi, (Tec). “La crescita delle retribuzioni a livello nazionale dovrà essere adeguata al reale recupero e incremento del potere di acquisto – affermano i sindacati -, anche conseguente alle trasformazioni dei prodotti e dei processi, ecologiche, dell’introduzione delle tecnologie digitali, delle conseguenti innovazioni organizzative e professionali, dalle dinamiche macroeconomiche e degli andamenti specifici di settore”. Per quanto rigarda la rappresentanza, i sindacati sottolinea che “la misurazione e certificazione” costituisce “elemento essenziale per la certezza dei soggetti negoziali, del contrasto al dumping contrattuale, ai fini degli appalti pubblici e privati e del riconoscimento di tutti gli incentivi pubblici”. Anche “sul lato datoriale – proseguono – andranno definiti criteri di rappresentanza tra tutte le associazioni, sulla base di dati omogenei, certi e misurabili”. Un ulteriore capitolo dell’accordo riguarda la formazione, intesa come “leva strategica per la competitività e la qualità del lavoro” e “grande rilievo assume il tema della salute e sicurezza sul lavoro”. Infine, sottolineano i sindacati, “la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la robotica stanno trasformando rapidamente e profondamente il nostro mondo” e per mettere la persona al centro, “servono nuovi strumenti di democrazia industriale, democrazia economica, sedi negoziali e di confronto preventivo”.

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