Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha respinto la proposta statunitense di un cessate il fuoco basato su un congelamento dell’attuale linea del fronte. “Fermarci dove siamo significherebbe rifiutare di sradicare le cause fondamentali del conflitto”, ha detto Lavrov, “la Russia non ha cambiato la sua posizione sull’Ucraina rispetto all’intesa raggiunta al vertice tra Trump e Putin in Alaska. Lavrov ha detto una cessazione immediata dei combattimenti, inoltre, andrebbe contro gli “accordi raggiunti durante le lunghe trattative” fra Vladimir Putin e Donald Trump al vertice di Ferragosto in Alaska, aggiunge Lavrov, citato da Interfax. Il presidente Usa aveva chiesto un congelamento del conflitto sull’attuale linea del fronte, al quale si sono detti favorevoli il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei, tra cui Giorgia Meloni. Lavrov, commentando le notizie dei media statunitensi su un possibile rinvio dell’incontro tra i presidenti di Usa e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin, potrebbe essere rinviato, Lavrov ha dichiarato che “la mancanza di scrupoli di molti media occidentali è ben nota”. “Vorrei confermare ufficialmente che la Russia non ha cambiato la sua posizione sulle intese raggiunte durante i lunghi negoziati tenuti da Putin e Trump in Alaska”, ha detto ancora il ministro degli Esteri russo, “queste intese si basano su quanto concordato lì, che è stato formulato in modo molto succinto dal presidente Trump, il quale ha affermato che è necessaria una pace duratura e solida invece di un cessate il fuoco immediato che non avrebbe portato a nulla. Restiamo fedeli a questa formulazione. L’ho confermato ieri nella conversazione con Marco Rubio”.
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