La guerra di Putin

Le intelligence Usa e Britannica su armi nucleari e leva in Russia

 

“E’ difficile dire” se il presidente russo Vladimir Putin “stia bluffando” quando minaccia il ricorso alle armi nucleari nella guerra in Ucraina. Lo ha ammesso il direttore della Cia, Wlliam Burns, in un’intervista alla Cbs. “Beh, dobbiamo prendere molto sul serio tipo di minaccia, visto tutto ciò che è in gioco. La retorica che lui e altri leader russi hanno usato è sconsiderata e profondamente irresponsabile – ha accusato Burns – Oggi non vediamo alcuna prova concreta nella comunità di intelligence degli Stati Uniti che si stia avvicinando all’uso effettivo, che ci sia una minaccia imminente di usare armi nucleari tattiche”. Poi gli 007 britannici sull’arruolamento in Russia di nuovi militari: “Il periodo di leva in Russia inizierà il primo novembre, un mese dopo il solito. L’inizio ritardato è un’indicazione delle crescenti pressioni sulla capacità della Russia di addestrare ed equipaggiare un gran numero di nuovo personale arruolato”. E’ quanto si legge nel consueto aggiornamento della situazione in Ucraina dell’intelligence britannica, a proposito del decreto firmato il 30 settembre dal presidente russo Vladimir Putin sull’avvio del periodo di reclutamento, quello di routine previsto in autunno, che prevede l’addestramento di “120mila coscritti, ai quali non è permesso dalla legge di essere dispiegati fuori dalla Russia”. Si tratta di un arruolamento separato da quello previsto dal decreto del 21 settembre sulla “mobilitazione parziale” di almeno 300mila riservisti.

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