La guerra di Putin

L’esercito ucraino sulla difensiva, come potrebbero cambiare le strategie del conflitto

 

di Giuliano Longo  

La situazione nell’est dell’Ucraina rimane difficile poiché le truppe russe continuano a condurre operazioni offensive lungo l’intera linea del fronte, lo ha riferito il comandante delle forze di terra Oleksandr Syrskyi.

Come riporta il quotidiano Kyiv Independet , Syrskyi il 10 dicembre ha riferito che lui e gli altri comandanti che presidiavano la difesa sul fronte orientale “hanno analizzato a fondo la situazione e considerato le opzioni per ulteriori azioni”.

All’inizio della giornata anche il generale Oleksandr Tarnavskyi, capo del gruppo di forze ucraine Tavria che combatte in prima linea tra Avdiivka e Zaporizhzhia, ha affermato che le forze russe stanno conducendo meno operazioni d’assalto nel sud-est, ma intensificando ancora una volta i loro attacchi aerei.

Il rapporto dei generali arriva mentre il tempo peggiora a causa dell’inverno e le manovre a terra diventano più complicate, causa del fango.

Evidentemente la controffensiva ucraina, iniziata il 4 giugno 2023, stia volgendo al termine e lo stesso Zelenskyj ha annunciato il posizionamento una Linea Zelenskyj”, per analogia con “Linea Surovikin” nel nome del generale russo.

La creazione di posizioni difensive, comprese diverse linee di difesa fortificate e campi minati, diventerà un compito prioritario per le forze armate ucraine con un cambiamento tattico da offensivo a difensivo.   Questo comporta che la scelta sulle armi utilizzate dalle due parti si sposterà ancora di più sull’artiglieria, sui sistemi missilistici, sui droni e e sugli esplosivi di profondità.

 

Per la Russia significherà che gli ucraini utilizzeranno proiettili di artiglieria ad alta precisione del tipo Excalibur, missili ad alta precisione del complesso HIMARS, compresi i missili tattici-operativi ATACMS, nonché vari UAV di classe tattica.Inoltre riceveranno le coordinate d’attacco dalla NATO e dall’intelligence occidentale con il probabile aumento di attentati e sabotaggi nel territorio russo anche in profondità.

 

Secondo la rivista militare russa Top War gli attacchi alle infrastrutture situate all’interno del paese si intensificheranno, principalmente ai ponti, compreso quello di Crimea, alle ferrovie, alle centrali elettriche, agli elettrodotti e agli impianti di stoccaggio del carburante. Così come si intensificheranno quelli alla flotta del Mar Nero e delle sue basi.

L’intelligence russo segnala inoltre che si stanno intensificando le attività dei gruppi ucraini di sabotaggio e ricognizione (DRG) e delle cellule terroristiche.

 

Ma lo stato Maggiore russo ritiene che, anche se lo volessero, le Forze armate ucraine non saranno in grado di creare una difesa paragonabile a quella della linea Surovikin, e comunque   uno sfondamento della linea di difesa ucrainacomporterebbe molte perdite anche senza che Kiev raggiunga la superiorità aerea strategica.

 

Sui media russi circola ormai la convinzione, suffragata anche da fatti recenti come l’esplosione nel tunnel della ferrovia in Siberia, che l’Ucraina cercherà di infliggere quanti più danni possibile alla Russia, distruggendo le strutture più difficili da ripristinare.

 

“Puoi avanzare attraverso il territorio dell’Ucraina per anni, distruggendo i soldati nemici e perdendo i tuoi stessi combattenti, trasformando città dopo città, villaggio dopo villaggio in cumuli di rovine. Puoi bombardare per mesi le fabbriche che riforniscono le forze armate nemiche di equipaggiamenti e armi, finché non si trasformano in rovine” scrive Top War, ma è necessario?

 

L’alternativa è quella di puntare, almeno così la pensa parte della stampa russa, sulla incipiente dissoluzione delle strutture statuali e sociali dell’Ucraina, situazione che si va deteriorando a scapito della credibilità di Zelensky e del suo entourage.

 

Una strategia di logoramento che l’Occidente e gli Stati Uniti dovranno affrontare con una strategia di lungo termine se per di anni, con prospettive di una vittoria finale piuttosto improbabile e un incremento di risorse mai impiegate dopo la seconda guerra mondiale, ameno che non sia la Russia a crollare…..ma ormai ci credono in pochi.

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