di Sergio Bellucci (*)
Vent’anni fa pubblicai il mio libro E-Work per i tipi di Derive e Approdi.
Un libro che affrontava il passaggio dall’organizzazione tayloristica della produzione a quello che chiamai, allora, il Taylorismo Digitale e descrivendo l’avvento del Lavoro Implicito, quel lavoro non retribuito che ognuno di noi fa partecipando alla vita digitale con i suoi strumenti di lavoro e di relazione.
A 15 anni di distanza chiesi ad un gruppo di amici di commentare quelle intuizioni, quelle proposte teoriche, quelle ipotesi politiche. Ne venne fuori un collettaneo ricco di spunti e idee differenti, AI-Work. La Digitalizzazione del Lavoro, per i tipi di Jaca Book, di cui devo ringraziare molte persone.
Il titolo anticipava il passaggio dalla prima fase della digitalizzazione del lavoro alla seconda, quella caratterizzata dall’avvento delle Intelligenze Artificiali. Non era ancora stata rilasciata CHATGPT e il mondo navigava ancora tranquillo nelle acque che pensava senza confini.
La rivoluzione, invece, stava per arrivare e avrebbe travolto vecchie certezze a annunciato una nuova stagione della storia umana. Ora Jaca Book ha deciso di rieditare quel testo con una nuova edizione arricchita di una mia nuova prefazione.
In questo testo affronto non solo il tema introdotto dalle AI Generative ma descrivo una nuova forma della catena del valore caratterizzata proprio dalla rottura rappresentata dall’introduzione di queste tecnologie. Nella nuova catena del valore appare il plusvalore algoritmico inversamente proporzionale al plusvalore classico, derivante dall’aumento esponenziale della sussunzione reale del lavoro vivo nel sistema macchinico.
Il lavoro prova a inquadrare a livello macro-economico (se volete “sistemico”) l’introduzione delle AI Generative nel ciclo economico.
Ma non vi svelo oltre. Questa prefazione, infatti, rappresenta solo il prologo di un lavoro più ampio che avrà bisogno di un contesto più ampio a cui dedicherò i prossimi mesi di lavoro di scrittura. Prossimamente, inoltre, ci saranno presentazioni e incontri che ci consentiranno di discuterne.
(*) Direttore accademico Università per la Pace dell’ONU (Upeace)
