Primo piano

L’impegno della Chiesa per i cristiani perseguitati nel mondo

di Michele Rutigliano

 

La Fondazione Pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACS) sostiene da sempre i cristiani perseguitati e bisognosi nel mondo. Nata nel 1947, fornisce aiuti materiali e spirituali attraverso la costruzione di chiese, la formazione del clero e il sostegno ai fedeli in difficoltà. Il suo ruolo nella Chiesa è quello di testimoniare la solidarietà verso le comunità cristiane oppresse, promuovendo la libertà religiosa e la difesa di diritti umani. L’anno scorso, sono stati numerosi e molto positivi i risultati raggiunti in ogni parte del mondo. Con oltre 5.000 progetti finanziati a livello internazionale, ha fornito supporto umanitario e pastorale, contribuendo a diffondere speranza e fede anche nelle situazioni più drammatiche e difficili. Attraverso la sua rivista “L’Eco dell’Amore”, la Fondazione ha  presentato otto gruppi di progetti, offrendo strumenti concreti per dar voce e  aiutare i cristiani perseguitati. Sempre l’anno scorso, un’attenzione particolare è stata rivolta alla Terra Santa, duramente colpita da conflitti e violenze e alla Siria, ancora segnata dalle devastazioni della guerra e da una gravissima crisi umanitaria. Qui, ACS ha finanziato numerosi progetti di ricostruzione e assistenza per aiutare le comunità cristiane locali a restare e vivere con dignità la propria fede. A novembre  è stata realizzata anche la Red Week, un’iniziativa simbolica che ha visto chiese ed edifici civili illuminarsi di rosso per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle violazioni della libertà religiosa.

 

L’impegno di ACS in Italia

 

In Italia, la Fondazione ha realizzato eventi in 37 città, coinvolgendo chiese e comunità locali da Ancona a Torino, da Palermo a Milano. Particolarmente significativa è stata l’adesione della Chiesa dei SS. Behnam e Sara di Qaraqosh, in Iraq, che ha partecipato alla Red Week, testimoniando con forza la comunione di intenti nella lotta per la libertà religiosa. Inoltre, il sostegno delle Ambasciate d’Italia e della Repubblica Ceca presso la Santa Sede ha evidenziato una crescente attenzione istituzionale verso questa causa, dimostrando quanto sia urgente tutelare il diritto alla libertà di culto. Durante la Quaresima di quest’anno, ACS ha lanciato una speciale campagna dedicata ai martiri cristiani contemporanei. L’iniziativa ha previsto la celebrazione di Sante Messe e il finanziamento di progetti in Siria e Iraq, con l’obiettivo di sostenere le comunità cristiane che ancora oggi affrontano persecuzioni e difficoltà a causa della loro fede.  A tre anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, ACS continua a sostenere la Chiesa locale con 977 progetti finanziati e oltre 25,2 milioni di euro stanziati. Inizialmente focalizzati sull’assistenza agli sfollati, questi aiuti si sono evoluti per rispondere alle necessità pastorali della popolazione, garantendo la presenza di sacerdoti e suore al fianco delle comunità colpite.

 

 

L’impegno di ACS  nel mondo

 

Nel mondo, milioni di cristiani vivono sotto la minaccia costante di persecuzioni, discriminazioni e violenze. In molte regioni, la loro fede è considerata un crimine o un pericolo per l’ordine costituito. “Aiuto alla Chiesa che Soffre” ha concentrato i suoi sforzi per sostenere i cristiani in alcune delle aree più colpite, dove professare il Vangelo significa mettere a rischio la propria vita. In Asia, la Corea del Nord continua a essere il Paese più ostile al cristianesimo: chiunque venga scoperto a praticare la fede può essere arrestato, torturato o condannato a morte.

In Afghanistan, la  presa di potere dei talebani ha costretto i pochi cristiani rimasti alla clandestinità.  In Pakistan, le leggi sulla blasfemia sono spesso strumentalizzate per colpire i fedeli, mentre in India gli estremisti induisti perpetrano attacchi contro le comunità cristiane. Anche in Cina, la repressione si fa sempre più severa, con la chiusura forzata di chiese e l’arresto dei sacerdoti. Nel Medio Oriente, la situazione rimane critica. In Siria e Iraq, le comunità cristiane si stanno riducendo drasticamente a causa dei conflitti e della violenza jihadista. In Iran, chi si converte al cristianesimo rischia il carcere, mentre in Arabia Saudita la libertà religiosa è inesistente. Anche in Africa i cristiani affrontano minacce costanti. In Nigeria, Boko Haram e gruppi di pastori Fulani compiono massacri nelle comunità cristiane, mentre in Somalia il gruppo terroristico Al-Shabaab elimina chiunque si professi cristiano. In Eritrea, centinaia di fedeli sono detenuti senza processo, e in Mozambico la provincia di Cabo Delgado è teatro di violenze jihadiste. In America Latina, il Messico e la Colombia vedono i sacerdoti e i fedeli nel mirino dei cartelli della droga, mentre in Nicaragua il governo autoritario reprime con durezza la Chiesa cattolica.

Le cause della persecuzione

 

Ma perché i cristiani vengono perseguitati? Le motivazioni variano a seconda del contesto. Nei regimi totalitari, come in Corea del Nord e Cina, la religione è vista come una minaccia al controllo dello Stato. Nei Paesi a maggioranza islamica, il fondamentalismo religioso considera il cristianesimo un pericolo per l’ordine sociale e religioso. In India, l’estremismo induista cerca di eliminare ogni minoranza religiosa. In America Latina, i cristiani sono presi di mira per il loro impegno nella difesa dei diritti umani e contro la criminalità organizzata. Infine, in Africa, i conflitti etnici e la crescita del jihadismo contribuiscono a rendere i cristiani bersagli di violenze.

 

 

Tanti progetti per il futuro

 

Il contrasto alla persecuzione dei cristiani richiede un impegno globale. La Chiesa ha un ruolo fondamentale nel sostenere le comunità colpite attraverso aiuti materiali e spirituali, denunciando le violazioni dei diritti umani e promuovendo il dialogo interreligioso. La comunità internazionale, dal canto suo, deve esercitare pressione diplomatica sui governi oppressivi, applicare sanzioni mirate contro i responsabili di crimini contro i cristiani e offrire protezione ai rifugiati. Anche il sostegno umanitario è essenziale per la ricostruzione di chiese, scuole e ospedali nelle aree più colpite.

Per quanto riguarda l’attività in corso in questo 2025, La Fondazione continua a finanziare migliaia di progetti umanitari e pastorali, organizzando eventi per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. E’ questo in definitiva il messaggio che Acs da sempre rivolge alla comunità internazionale: continuare ad essere  un faro di speranza per i cristiani perseguitati, per testimoniare il valore della fede e della solidarietà in un mondo che ha tanto bisogno di libertà, di giustizia e di pace.

 

Nella foto una Chiesa devastata in Siria

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