Cronaca

Lista degli stupri scritta sul muro dei bagni: è successo ancora in un istituto tecnico di Modena

Dopo il caso dei licei romani, anche in una scuola di Modena (l’istituto tecnico Fermi) è comparsa una “lista degli stupri”, scritta nei bagni. Che si tratti di emulazione o minaccia reale, “quanto accaduto all’istituto tecnico Fermi di Modena è un fatto gravissimo” e “questo episodio dimostra quanto sia importante lavorare sull’educazione affettiva a scuola e sulle relazioni sane. Questo episodio mette in luce ancor di più quanto il Ddl Valditara sia sbagliato”. Lo segnala preoccupata la Flc-Cgil, che offre questo parallelo in una nota: “Limitare la progettualità sessuoaffettiva prevedendo di poterla attivare solo previo consenso informato delle famiglie non può far altro che far proliferare situazioni del genere. Arrivare poi a vietarla alla scuola d’infanzia e primaria significa negare agli studenti la possibilità di costruire percorsi completi volti alla consapevolezza. La scuola non può rimanere ai margini su temi del genere e non può essere limitata nel suo agire. La didattica è di competenza delle istituzioni scolastiche”. Aggiunge allora il sindacato: “Non abbiamo bisogno di interventi ministeriali che impediscano alla scuola di svolgere il suo ruolo. Per questo alla luce dei fatti che oggi coinvolgono anche la nostra provincia, come già avvenuto nei tre istituti romani, crediamo con ancora più fermezza che sia necessario che l’educazione sessuoaffettiva sia obbligatoria per tutti“. Quello che è accaduto all’istituto scolastico tecnico Fermi di Modena, dove è spuntata una “lista degli stupri” scritta in un bagno, rivolta a studentesse ed anche insegnanti, è “grave e desta preoccupazione. A nome di tutta l’amministrazione comunale esprimo solidarietà a studentesse, studenti e a tutto il personale scolastico e, in particolare, alle ragazze coinvolte, che non sono sole e hanno le istituzioni dalla loro parte. Grazie anche alla scuola per aver agito con tempestività, denunciando l’accaduto alle Forze dell’ordine”. Sono le parole dell’assessora alle Politiche educative del Comune di Modena Federica Venturelli, dopo l’episodio analogo a quelli emersi nelle scorse settimane in alcuni licei di Roma. “La scuola – prosegue l’assessora nel suo messaggio- deve essere uno spazio laico e sicuro; il luogo principale per dibattere, fare prevenzione e divulgare modelli di relazioni sane, basate sulla conoscenza del proprio corpo, sulla propria salute, sul dialogo, sulla parità e sulla libertà di scelta”. Venturelli, quindi, ribadisce l’importanza dell’educazione sessuale a scuola, nonostante le polemiche col ministero: “Così come ci sono ragazzi e ragazze molto consapevoli, perché hanno famiglie che offrono dialogo e strumenti per cercare le risposte, ce ne sono però molti altri che non hanno mai affrontato questi temi e rischiano di non avere i mezzi per comprendere quello che stanno vivendo. Crediamo che la scuola- rimarca l’assessora- sia un vero e proprio presidio di democrazia nel momento in cui accoglie la possibilità di essere uno spazio libero in cui tutte e tutti possano avere l’opportunità di confrontarsi su temi complessi come quelli legati alla sfera sessuoaffettiva”. Anche i Giovani democratici, intanto, si dicono preoccupati dopo il caso del Fermi: “Il grave episodio avvenuto all’Itis Enrico Fermi di Modena, dove nei bagni dei ragazzi è comparsa una cosiddetta ‘lista degli stupri’- commentano il segretario Gd della città Giacomo Giusti, il responsabile Scuola della segreteria Gd dell’Emilia-Romagna Riccardo Martino e la consigliera comunale responsabile Giovani della segreteria Pd cittadina Anna De Lillo- rappresenta un fatto inquietante e inaccettabile che non può e non deve essere minimizzato o liquidato come una semplice bravata, ma che richiede, al contrario, una ferma condanna e una riflessione profonda sulle responsabilità educative”. Ribadiscono i Giovani Democratici: “La scuola deve essere un luogo sicuro, di crescita, di rispetto e di libertà, non uno spazio in cui si normalizzano linguaggi e comportamenti che richiamano la cultura della violenza e della sopraffazione di genere”. Ma sono anche altre le reazioni che si levano in casa dem in queste ore. “Apprendiamo dalla stampa che anche sui muri del bagno di un istituto superiore di Modena sarebbe comparsa una ‘lista degli stupri’, con i nominativi di alcune studentesse, e anche di insegnanti, sui quali commettere violenza: un episodio inaccettabile ed estremamente preoccupante, sul quale formuliamo la nostra più ferma e decisa condanna. Su atti di questo tipo non ci può essere alcun tipo di ambiguità o sottovalutazione”. Lo evidenziano la portavoce della Conferenza delle donne democratiche Patrizia Belloi, la segretaria della Federazione provinciale Marika Menozzi e i parlamentari dem Stefano Vaccari, Enza Rando e Maria Cecilia Guerra.
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