Nei giorni scorsi Zelensky ha rimosso dal loro incarico sei alti funzionari del suo governo, fra i quali quattro viceministri, in risposta a crescenti sospetti di corruzione. Secondo il Washington Post, la valanga che ha travolto quattro viceministri, cinque governatori regionali e un assessore chiave dello stesso presidente ucraino, sarebbe apparentemente partita dall’acquisto di macchine e vacanze di lusso, acquisti di attrezzature e generi alimentari a prezzi gonfiati. Ma la ha suscitato particolare scalpore il fermo del viceministro per le Infrastrutture Vasyl Lozynsky, bloccato dalla polizia anticorruzione mentre incassava una mazzetta da 350 mila dollari sui contratti per la fornitura di generatori elettrici. Per di Zelensky la corruzione “E’ un problema interno che sta interferendo con lo stato e che stiamo risolvendo proprio ora. Non è solo giusto, ma è necessario per la nostra protezione e aiuterà il nostro riavvicinamento alle istituzioni Europee”, ha dichiarato in un video messaggio . La corruzione è un problema atavico per Kiev, dove il crollo dell’Unione Sovietica ha permesso a pochi oligarchi di accaparrarsi molti beni e risorse, tanto che nel 2015 il Guardian definiva l’Ucraina come la nazione più corrotta in Europa. Secondo l’indice elaborato ogni anno dell’ONG Transparency International sulla corruzione percepita nel settore pubblico, l’Ucraina si piazza al 122 posto, dietro a paesi come l’Egitto e il Perù. Inoltre un sondaggio pubblicato dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev ha rilevato che solo il 25% dei cittadini ripone fiducia nei tribunali. Mai come oggi il governo aveva deve dimostrare la propria determinazione nella lotta alla corruzione come viene richiesto dall’Europa per permettere al paese di candidarsi all’ingresso nell’Unione. Inoltre, era necessario mandare un messaggio agli Stati Uniti, per mostrare che i quasi 48 miliardi di dollari non sono finiti in parte in mazzette e speculazioni. Ma la recente purga di Zelensky segna anche il primo cambio della classe politica ucraina dall’inizio del conflitto.Figure chiave, come il primo ministro Denys Shmyhal, o il ministro delle difesa, Oleksiy Reznikov, sono ancora al loro posto, e quindi la struttura dell’attuale esecutivo rimane inalterata. A essere rimossi sono stati solo viceministri, considerati principalmente “ tecnici” all’interno della squadra ministeriale. D’altra parte con una contrazione del proprio prodotto interno lordo stimata dalla Banca Mondiale al 35% e un deficit di bilancio di 38 miliardi di dollari nel 2023, il paese dipende dagli aiuti internazionali, e un fallimento nei meccanismi di controllo di questo enorme flusso di denaro ne metterebbe a rischio la sopravvivenza. Ma la lotta alla corruzione e la morte del ministro dell’Interno ucraino Denis Monastyrskyinell’incidente che ha visto precipitare l’elicottero con il quale era in volo il 18 gennaio, Zelensky si avvia ad un vero e proprio rimpasto per rafforzare la sua posizione, dopo aver eliminato qualsiasi voce di opposizione grazie alla legge marziale in atto. Nè deve temere le elezioni previste in Ucraina per il 2024 non solo per l’assenza di concorrenti, ma soprattutto perché difficilmente si svolgeranno.
Giu.Lo.
aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.29
