La guerra di Putin

Mariupol, no dell’Ucraina alla resa. Sulla città bombe e missili ogni dieci minuti. Attaccata di nuovo Kharkiv, è strage di civili

Non si fermano i combattimenti tra russi e ucraini a Mariupol mentre si allontana la possibilità di un cessate il fuoco per permettere i corridoi umanitari.Il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev aveva lanciato un ultimatum ai militari ucraini affinché lasciassero la città, in cambio di una tregua per permettere i corridoi umanitari. Ma Kiev ha respinto la richiesta. La vicepremier Iryna Vereshchuk ha infatti dichiarato che “la resa non è un’opzione” e ha chiesto che “le forze russe consentano immediatamente un passaggio sicuro”.

La situazione è drammatica nella città. Bombe russe cadono ogni dieci minuti e oltre ai carri armati e all’artiglieria, la città è bombardata da navi da sbarco russe. Lo afferma il vice comandante del reggimento Azov, come riportato da Ukrinform. Secondo il consiglio comunale di Mariupol, alcuni residenti del distretto della Rive Gauche di Mariupol vengono deportati con la forza in Russia, i cui passaporti vengono confiscati. Ma secondo  Iryna Vereshchuk, vice primo ministro ucraino, gia’ 45.000 persone sono riuscite a lasciare Mariupol assediata. “Stiamo inviando un appello ufficiale all’Onu, all’Osce, al Comitato Internazionale della Croce Rossa e ad altre organizzazioni internazionali, i cui rappresentanti invitiamo” a partecipare alle operazioni di evacuazione “direttamente sul campo, cioè nella città di Mariupol” facendo parte “di convogli umanitari, sia della parte russa che ucraina”, aveva poi spiegato il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo. “Mariupol può essere distrutta fisicamente ma spiritualmente non si arrenderà mai. Putin si sta vendicando perché la città non si è arresa nel 2014 e lo sta facendo sulla gente comune che voleva vivere in modo indipendente”. Così la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk a “Zona Bianca” su Retequattro. La Vereshchuk ha quindi respinto la richiesta di Mosca affermando che “la resa non è un’opzione”. E aggiungendo che l’Ucraina “chiede che le forze russe consentano immediatamente un passaggio sicuro”. Intanto almeno altre cinque persone sono morte nella città di Kharkiv, nell’Ucraina orientale, dopo il bombardamento di un edificio residenziale a più piani situato vicino a una zona industriale. Le autorità locali hanno pubblicato su Facebook la notizia, precisando che tra le vittime figura un bambino di 9 anni. Hanno anche pubblicato le immagini dell’edificio, che ha preso fuoco durante l’attacco. Dall’inizio del conflitto sono almeno 266 i civili uccisi negli scontri nella regione di Kharkiv, nel nordest dell’Ucraina, dall’inizio dell’invasione russa. A denunciarlo è stato il capo del dipartimento investigativo della direzione generale della polizia nazionale ucraina a Kharkiv, Sergei Bolvinov, che ha parlato di 14 bambini tra le vittime. Kharkiv, sotto assedio delle truppe russe, aveva una popolazione 1,5 milioni di abitanti prima della guerra. La città continua ad essere bersagliata dal fuoco di artiglieria e diversi edifici residenziali sono stati colpiti ed erano in fiamme ieri sera, secondo quanto riportato dall’agenzia Unian. Ltro attacco nella martoriata Mariupol, dove oltre il 90% degli edifici sono stati rasi al suolo. L’armata rossa avrebbe attaccato una scuola a Mariupol dove a avevano trovato rifugio circa 400 persone. Lo scrivono Bbc e Sky News citando un post su Telegram delle autorita’ municipali di Mariupol. Il bombardamento sarebbe avvenuto ieri sera, l’edificio sarebbe stato distrutto e sotto le macerie restano donne, bambini e anziani, si riferisce nel post su Telegram. La Bbc da parte sua specifica che le informazioni non sono state verificate indipendentemente.

aggiornamento la Guerra di Putin ore 15.47

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