Matteo Messina Denaro ha disertato (nella foto la sedia vuota) il suo primo appuntamento con la Giustizia. Da imputato avrebbe potuto partecipare, collegandosi in videoconferenza, con il processo a suo carico come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, ma fatto sapere dal suo avvocato d’ufficio, di voler rinunciare. L’udienza del processo si è svolta questo giovedì a Caltanissetta . A comunicare l’assenza del boss il presidente della Corte d’Assise d’appello. Sarebbe stata la prima volta in un’aula giudiziaria dell’ex latitante. L’udienza è stata poi rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”: uno dei due difensori d’ufficio del boss, l’avvocato Salvatore Baglio, ha comunicato di avere ricevuto una delega orale dal difensore di fiducia nominato da Messina Denaro, la nipote Lorenza Guttadauro e ha chiesto i termini a difesa. “Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’assise d’appello a Caltanissetta. Il procedimento è stato rinviato al 9 marzo per consentire all’avvocato di fiducia dell’imputato, Lorenza Guttadauro, di essere presente.
aggiornamento arresto Matteo Messina Denaro ore 18.27
