Cronaca

Milano: pm a caccia di ‘sesso’ e 65 calciatori nei telefoni degli indagati

di Francesco Floris (*)
Milano, 22 apr. (LaPresse) – Sessantacinque nomi di calciatori professionisti. Sono quelli che compaiono nell’elenco di parole chiave con cui la procura di Milano e la guardia di finanza intendono analizzare cellulari e dispositivi informatici degli indagati nell’inchiesta per associazione a delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione sulla rete di festini ed escort organizzata fra Milano e Mikonos dalla società di eventi MA.DE di Cinisello Balsamo. Fra questi compaiono professionisti, anche di primo piano, dei principali club di Serie A e delle rispettive nazionali. Altri meno noti al grande pubblico e tesserati per squadre da mezza e fondo classifica. Infine ci sono anche nomi e cognomi di ex calciatori, protagonisti di imprese gloriose in Champions League negli anni ’10 del Duemila. La procuratrice aggiunta Bruna Albertini valuterà nelle prossime settimane se sentire come testimoni e persone informate sui fatti un ristretto gruppo degli sportivi citati negli atti, qualora risultasse che avessero avuto rapporti con le escort al centro del fascicolo e non che abbiano semplicemente partecipato a feste e serate. Agli inquirenti, che non intendono creare morbosità mediatica attorno alla vicenda, non sarà sufficiente che un calciatore venga citato nelle intercettazioni o nelle chat acquisite per convocarlo come testimone. Serviranno riscontri di prova che derivino dagli accertamenti informatico-forensi sui cellulari e i dispostivi degli indagati o da quelli finanziari, attraverso l’acquisizione e l’analisi dei bonifici sui conti correnti che hanno già portato al sequestro di 1,2 milioni di euro di profitti illeciti, e che dimostrino il coinvolgimento diretto come clienti delle ragazze procacciate dalla presunta organizzazione criminale. Anche in questo caso i calciatori non risponderebbero comunque di alcuna accusa perché non è un reato ottenere sesso a pagamento.
Oltre all’elenco di nomi degli atleti di numerose squadre, come Milan, Inter, Juventus, Lazio, Monza, Como e Verona e altri di caratura internazionale, sono centinaia le ‘chiavi di ricerca’ indicate nei decreti di perquisizione e che saranno utilizzate per estrarre le copie forensi dai dispositivi informatici dei 4 arrestati. Fra queste ci sono i nomi delle escort e delle ragazze-immagine che partecipavano alle serate e centinaia di espressioni utilizzate nelle intercettazioni come “fattura”, “festino”, “hotel”, “brasiliana”, “greca”, “buste”, “escort”, “sesso”, “scopare”, “hype”, “pagamento in nero”, “discoteca”, “Sardegna”, “ragazze”, e “bombole”. Quest’ultima per trovare nuove prove dell’utilizzo di “gas esilarante” a base di protossido di azoto distribuito ai clienti dei party con dei “palloncini” e utilizzato come sostanza psico-attiva non rilevabile dai test anti-doping e per questo motivo gradito ai professionisti. Nel frattempo la gip Chiara Valori ha fissato per lunedì alle 9.30 gli interrogatori di garanzia. I corridoi del settimo piano al palazzo di giustizia saranno chiusi ai giornalisti. Si comincia con la 38enne Deborah Ronchi e il compagno Emanuele Buttini, ritenuti i “dominus” dell’organizzazione e finiti ai domiciliari con l’accusa di aver utilizzato la copertura della MA.DE. per tenere i rapporti con i 26 locali della nightlife milanese citati negli atti, fornendo “indicazioni operative” in vista delle “serate” e occupandosi degli “spostamenti delle ragazze” e degli aspetti “economico-finanziari” come la gestione degli “introiti” ed eseguendo i “pagamenti” alle escort per le “prestazioni” di natura sessuale. Poi sarà il turno del 32enne Alessio Salamone e del 29enne brasiliano Luz Amilton Fraga. Entrambi si sarebbero occupati di tenere i “contatti con i calciatori di fama internazionale” e di gestire “le ragazze impiegate nelle varie serate”, decidendo in quali locali operare, e in relazione agli incontri “privati” con i clienti, risolvendo le problematiche logistiche come “trasporto” e “alloggio” delle giovani. Tutti, assistiti fra gli altri dall’avvocato Marco Martini, potrebbero decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere.
(*) La Presse

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