Economia e Lavoro

Missori (Ericsson): “La tecnologia 5G può aiutare la digitalizzazione dell’Italia”

Cosa può fare il 5G per l’Italia? “Può aiutare la digitalizzazione dell’intero sistema Paese nei suoi player più importanti: le autostrade, i porti, le ferrovie, e poi la difesa, la sicurezza pubblica. Ma può anche trasformare la vita del cittadino in un grande evento, come il Giubileo o le Olimpiadi di Milano-Cortina, con una connettività broadband ubiqua”. Parola di Andrea Missori, presidente e amministratore delegato di Ericsson, che al termine di Imagine Italy, l’evento annuale della compagnia andato in scena oggi al Palazzo delle Esposizioni di Roma, ha spiegato all’agenzia Dire che la sua idea, quando si parla di 5G e di trasformazione digitale delle infrastrutture critiche italiane, “è quella di portare qualcosa che fino a ieri non era disponibile in una maniera differenziata, efficiente e di impatto”.
Da dire, però, c’è che “l’Italia purtroppo è un po’ indietro rispetto al resto del mondo: se guardiamo quanto il continente americano e quello asiatico stiano correndo- ha sottolineato Missori- l’Europa in generale e l’Italia in particolare devono chiudere un gap, devono recuperare. E per farlo dobbiamo saltare qualche passaggio, dobbiamo fare squadra a livello istituzionale, a livello di ‘grandi giocatori’, e gli operatori di telefonia e i player come Ericsson che possono giocare una partita da catalizzatori, aiutare a far sì che le cose avvengano”. Per il presidente e ad di Ericsson, comunque, non è ancora troppo tardi: “Il treno non è perso, abbiamo l’occasione quest’anno di lanciare il 5G stand alone: facciamolo, e facciamolo bene”. A livello di interlocuzione istituzionale, ha chiosato Missori, “il tavolo con il Governo c’è sempre stato e c’è ancora: quello che sto chiedendo è un tavolo trasversale fra i vari attori in cui tutti mettano a terra le loro necessità e il loro investimento e si cerchi di fare una piattaforma unica”. Quindi, ha concluso, “non dieci reti separate che fanno ognuna un pezzetto, ma magari una rete unica condivisa che serva alle necessità di tutti”.

STUDIO ERICSSON: “BOOM APP IA GENERATIVA AUMENTA DOMANDA UTENTI”

 

Una nuova ricerca del ConsumerLab di Ericsson (Nasdaq: Eric) evidenzia che le applicazioni di intelligenza artificiale generativa stanno aumentando l’interesse degli utenti di smartphone 5G per la connettività differenziata – ovvero la possibilità di offrire ai consumatori una connettività di fascia alta garantita senza interruzioni quando ne hanno più bisogno. Si prevede che il numero di possessori di smartphone che utilizzano applicazioni di intelligenza artificiale almeno una volta alla settimana aumenterà di 2,5 volte nei prossimi cinque anni.
Sta nascendo un nuovo caso d’uso, in rapida crescita, per la connettività differenziata, che si affianca a quelli già noti come le videochiamate, lo streaming e i pagamenti online: servizi per i quali gli utenti di smartphone già dichiarano di essere disposti a pagare un supplemento.
È quanto si apprende dal nuovo report mondiale di Ericsson ConsumerLab, appena pubblicato e intitolato ‘Elevating 5G with Differentiated Connectivity’, che offre dati proprio sulla connettività differenziata e sulla disponibilità dei consumatori a pagare gli operatori per avere la garanzia di prestazioni più elevate per le applicazioni per loro essenziali.
Circa il 25% degli utenti di applicazioni basate su GenAI dichiara di essere già disposto a pagare fino al 35% in più per avere la garanzia di una connettività veloce e sicura per usare queste applicazioni ad alta capacità. In generale, inoltre, il 35% degli utenti di smartphone 5G intervistati dichiara che sarebbe interessato a pagare per una connettività differenziata per applicazioni che considera essenziali. Sulla base dei dati emersi dalla ricerca, il report affronta anche le opportunità di generazione di ricavi che si aprono per gli operatori.
Questa ricerca, ha affermato Jasmeet Sethi, responsabile del ConsumerLab di Ericsson, “indica che, con la crescente diffusione delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, le esigenze degli utenti per un livello di connettività a più alte prestazioni stanno aumentando. Il dato riflette le aspettative dei consumatori sulle capacità che in futuro potrebbero avere le applicazioni di intelligenza artificiale, magari relative alla generazione di immagini, audio o video, ed evidenziala loro disponibilità a pagare per ottenere tali capacità in modo rapido e in alta qualità. Gli operatori di tutto il mondo hanno l’opportunità di soddisfare questa domanda offrendo servizi di connettività su misura”.
Sethi ha spiegato che il potenziale di generazione di ricavi da connettività differenziata per gli operatori aumenterà man mano che passeranno a modelli di business basati sulle prestazioni, proponendo abbonamenti e piani su misura con performance garantite a diversi segmenti di consumatori nel mercato. Questo cambiamento, ha fatto sapere, “potrebbe portare a un aumento del 5-12% dell’Arpu (Average Revenue Per User) del 5G, poiché gli utenti cercano prestazioni affidabili e garantite per applicazioni specifiche”. Inoltre, ha aggiunto ancora Sethi, “c’è l’opportunità di crearsi nuove fonti di ricavo soddisfacendo la grande domanda di applicazioni ad alte prestazioni da parte degli utenti 5G. Un utente di smartphone 5G su tre è disposto a riallocare il 10% di quanto oggi spende per le applicazioni mobile per acquistare applicazioni che integrano l’accesso a una connettività a elevate prestazioni. Esponendo agli sviluppatori le Api (Application Programming Interfaces) di rete per la Quality on Demand (QoD), gli operatori possono sfruttare il trend, consentendo agli sviluppatori di offrire esperienze premium ad alte prestazioni e creando così nuovi flussi di entrate”.

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