La famiglia di Abderrahim Fakir, il 42enne morto il 19 luglio scorso durante un intervento che ha coinvolto forze di polizia e personale sanitario a Bologna, ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese legali e tecnico-scientifiche legate all’inchiesta. “L’unico nostro desiderio è che venga fatta piena luce su quanto accaduto, con rispetto, attraverso tutti gli accertamenti che l’Autorità giudiziaria riterrà necessari”, scrive Yossra Fakir, nipote della vittima, in un appello diffuso online. La famiglia spiega che le donazioni saranno destinate esclusivamente a coprire le spese per l’assistenza legale, le consulenze medico-legali e tecnico-scientifiche, le perizie, gli atti processuali e le attività investigative difensive. “Non chiediamo di schierarsi né di esprimere giudizi prima che la verità venga accertata. Chiediamo soltanto un aiuto concreto affinché il peso economico non diventi un ostacolo nel nostro diritto di affrontare questo percorso con un’adeguata assistenza legale e tecnica”, si legge nel messaggio. La famiglia invita infine chi non potesse contribuire economicamente a condividere l’iniziativa.
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