Per il prossimo appuntamento della Stagione Filarmonica, lunedì 13 aprile alle ore 20 al Teatro alla Scala, l’orchestra ritrova Michele Mariotti, tra i principali direttori italiani della sua generazione e sempre più assiduo sul podio del Piermarini. In quest’occasione Mariotti propone un programma raffinato che accosta alla Sinfonia n. 40 in sol minore K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart alla Petite Suite di Claude Debussy nella trascrizione per orchestra di Henri Büsser e al balletto di Igor Stravinskij Jeu de cartes. Attraverso la danza questa straordinaria prova di bravura “in tre mani” dello Stravinskij neoclassico – ispirata al gioco del Poker che sin da bambino lo affascinava – dialoga con Mozart e con la Petite suite di Debussy, distillato della sua arte compositiva nel quale possiamo ritrovare, nascosti, gli echi del Clair de lune di poco successivo. Il concerto è trasmesso in diretta radiofonica da Rai Radio 3 e in streaming su LaScalaTv. Domenica 12 aprile alle ore 19:30 Michele Mariotti dirige anche la Prova Aperta a favore della Cooperativa Martinengo. I fondi raccolti saranno destinati al progetto Educare alla Speranza, orientato alla cura delle famiglie di Corvetto attraverso interventi domiciliari di educatori professionali, supporto scolastico e relazionale e attività specifiche come uscite sul territorio, laboratori espressivi e artistici, gite e attività culturali. Michele Mariotti è Direttore Musicale del Teatro dell’Opera di Roma dal 2022 e sarà Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a partire dal prossimo ottobre. Insignito del 36° Premio Abbiati come Miglior direttore d’orchestra, è ospite dei principali teatri e festival internazionali quali Opéra di Parigi, Wiener Staatsoper, Royal Opera House Covent Garden di Londra, Festival di Salisburgo, Metropolitan di New York. A proposito del programma, scrive Carla Moreni sulle note di sala: “Cuore pulsante dell’impaginato la Sinfonia di Mozart, il gioco di relazioni tra i due poli di Debussy e di Stravinskij si fa più semplice. Anche se il Novecento di entrambi corrisponde in realtà nelle partiture a due mondi assai diversi. […] Danzano, sì, entrambe le composizioni. Ma con passi da miniature anticate, secondo il gusto prezioso di Debussy. E invece in taglienti sfide poli-ritmiche nel linguaggio affilato di Stravinskij. I fili vanno in direzioni opposte, l’orchestra dovrà parlare due linguaggi. Anzi: tre, con Mozart. Ecco il gioco del programma: un esercizio di stili per il direttore, per la bravura della Filarmonica della Scala”.
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