“Dentro Forza Italia non c’è una posizione ideologica sulle preferenze. È chiaro che possono avvicinare l’eletto all’elettore, ma sappiamo anche che in alcune realtà territoriali, dove esistono vulnerabilità e presenze della criminalità organizzata – come dimostrano diverse inchieste sulle regionali – possono diventare uno strumento delicato. Per noi la priorità è il disegno complessivo della legge elettorale: serve una norma che garantisca stabilità e che il giorno dopo il voto consegni al Paese un vincitore certo. Questa è una legge che assegna la vittoria a chi prende più voti, con un premio progressivo ed equilibrato, che non supera mai il 60%. È questo l’elemento fondamentale”. Così a LaPresse il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. Poi, però, da registrare la posizione di Rampelli per i Fratelli d’Italia ai microfoni di Radio Radicale: “Che la nuova legge elettorale sia migliore non ci piove. Quella attuale è perfetta per garantire un tragico e malaugurato ritorno di presunti governi tecnici, quelli che storicamente si augurano i gruppi di potere per fare i propri interessi a danno degli italiani. Questo accadrebbe infatti nel caso di un pareggio nelle urne. Mi sembra strano che una nazione che si è impoverita a causa dell’ingovernabilità, che non ha blindato i propri interessi a Bruxelles visto che in media ogni 10 mesi cambiavano capo di governo e ministri, non possa seraficamente convergere su un proporzionale puro con premio di governabilità per chi vince e soglia di sbarramento identica a quella attuale. Praticamente si pietrifica così la democrazia dell’alternanza: chi vince governa, chi perde si prepara a farlo con un’opposizione sfidante, non caotica e demagogica ma pronta a diventare maggioranza se chi governa tradisce le aspettative del popolo. Se questo sistema non piace coloro che intendono contrastarlo devono presentare proposte per annullare le modalità di elezione nei comuni, nei municipi, nelle regioni e nel Parlamento europeo. Altrimenti stanno solo blandendo l’ennesima clava per cercare pregiudizialmente di colpire il governo. L’unica differenza, non da poco, è l’assenza delle preferenze, che ci auguriamo possa essere introdotta con il dibattito parlamentare, segno di rispetto verso i cittadini che devono avere la libertà di scegliere non solo presidente del consiglio, programma, partito e coalizione, ma anche il singolo parlamentare. È una legge fatta negli interessi del popolo italiano. La proposta di legge è stata presentata per essere discussa e migliorata ancora, per assorbire le proposte costruttive di tutti coloro che non vogliano altresì far governare l’Italia da chi perde le elezioni politiche, perché la democrazia non lo prevede”. Poi sempre per Fratelli d’Italia, qualcuno, sulle pferenze ci ripensa: “Fratelli d’Italia presenterà un emendamento per introdurre le preferenze nella legge elettorale. Lo anticipa il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, interpellato in merito al testo della riforma che ieri il centrodestra ha depositato in Parlamento. “Abbiamo detto che siamo pronti a miglioramenti e siamo da sempre favorevoli alle preferenze – ricorda il deputato -. Abbiamo presentato emendamenti per le preferenze anche alle altre leggi elettorali e lo presenteremo anche questa volta”. “Presenteremo l’emendamento e affronteremo il dibattito in Parlamento con serenità e rispetto delle opinioni di tutti”, conclude quindi Donzelli. Ed ancora Nardella per il Pd: “La legge elettorale penso sia un tentativo maldestro di un sistema di potere oggi al governo di auto preservarsi, cambiando le regole del gioco con il gioco in corso quando invece il governo dovrebbe occuparsi di ben altre emergenze. Siamo al terzo anno consecutivo del calo della produzione industriale, sono oltre 5 milioni i lavoratori che vivono in condizioni di povertà e l’ultima riforma sulle liste d’attesa in sanità non le ha accorciate di un giorno. Il Paese oggi non chiede una nuova legge elettorale, chiede risposte ai loro problemi”. Per il Pd c’è anche Verini dalle telecamere di Sky Tg 24: “Tra gli attori che si sono riuniti c’era anche il ministro Calderoli, che ha firmato una nuova porcata come quando firmò il cosiddetto Porcellum”. “Noi abbiamo detto che si tratta di una legge irricevibile perché dimostra ancora una volta come questa destra consideri lo Stato e le istituzioni una cosa privata. Vogliono costruire una legge elettorale a propria immagine e somiglianza per convenienze e non curandosi di andare oltre le prescrizioni della Corte costituzionale che dice in sentenze importanti e in raccomandazioni al Parlamento che se si cambia legge elettorale bisogna garantire rappresentanza, potere dei cittadini di scegliere ma soprattutto non può oltrepassare con il premio la soglia del 55%. La loro idea è fare una legge elettorale per sé stessi e non per i cittadini e ipotecare con la dittatura di una maggioranza e di un premio spropositato l’elezione delle cariche che dovrebbero essere di garanzia: presidente della Repubblica e Corte costituzionale”, ha concluso.
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