I funzionari dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden temono che il primo ministro Benjamin Netanyahu possa lanciare una guerra totale contro il gruppo Hezbollah in Libano per stabilizzare la sua posizione interna e salvare la sua traballante carriera politica, riferisce il Washington Post. Il Post cita oltre una decina di funzionari e diplomatici anonimi dell’amministrazione Biden secondo cui gli Stati Uniti sono ricorsi ad inviati di alto livello – tra cui Amos Hochstein e il Segretario di Stato Antony Blinken – in Israele per prevenire una guerra in piena regola tra Israele ed Hezbollah. Secondo il Wp, parte delle tensioni tra Gerusalemme e Washington sulla questione sono dovute al fatto che l’IDF avrebbe colpito postazioni appartenenti alle forze armate libanesi appoggiate dagli Stati Uniti almeno 34 volte dal 7 ottobre. Un funzionario israeliano ha detto, parlando al quotidiano americano, chel Israele non prende di mira deliberatamente le posizioni dell’esercito libanese. Intanto, però, continuano gli attacchi sia a Gaza che contro proprio Hezbollah. Le forze di difesa israeliane hanno riferito che nella notte ci sono stati intensi combattimenti a Khan Yunis, nel sud di Gaza, con l’aeronautica che ha lanciato attacchi su circa 30 obiettivi “significativi” di Hamas nell’area. Gli obiettivi includevano siti sotterranei, depositi di armi e altre infrastrutture. I combattimenti stanno continuando anche questa mattina. L’Idf ha reso noto su X di avere anche “colpito numerosi obiettivi di Hezbollah in Libano” durante la notte. In precedenza l’Idf aveva confermato che sabato un lancio di razzi di Hezbollah ha danneggiato una base aerea strategica nel nord di Israele. Ed a proposito proprio del Governo israeliano non è previsto alcun rimpasto, nonostante le pressioni. Come riporta l’emittente televisiva pubblica Kan, il primo ministro Benjamin Netanyahu non ha alcuna intenzione di rimuovere dall’incarico nessuno dei suoi ministri. Quello a cui sta pensando Netanyahu, prosegue Kan, è la chiusura dei ministeri considerati ”minori”. In questo contesto sono in corso colloqui per fornire una ”compensazione” ai ministri interessati e, secondo indiscrezioni, a loro sarebbe garantito un posto nel governo, ma senza portafoglio. Un’altra opzione potrebbe essere quella di offrire al ministro rimasto senza dicastero la guida dell’organismo governativo Tkuma (resurrezione in ebraico) creato dopo il massacro sferrato da Hamas lo scorso 7 ottobre. L’organismo è incaricato di gestire la ricostruzione delle comunità della Striscia di Gaza devastate dai terroristi di Hamas. Netanyahu spera di illustrare la sua decisione durante la riunione di governo prevista per giovedì, quando il premier spera anche di ottenere l’approvazione del bilancio di guerra per il 2024 presentato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.
aggiornamento crisi mediorientale ore 13.29
