Economia e Lavoro

Nicoletti Altimari (Banca d’Italia): “Rischi elevati per la ripresa dai feroci attentati in Israele”

 

I rischi che gravano sull’attività economica sono elevati e orientati al ribasso. Le tensioni geopolitiche – legate sia al conflitto in Ucraina sia ai feroci attentati dei giorni scorsi in Israele – generano forte incertezza circa le prospettive di crescita. Queste ultime potrebbero risentire anche dell’indebolimento dell’economia cinese e, nell’area dell’euro, di una trasmissione particolarmente intensa della stretta monetaria, con un ulteriore irrigidimento delle condizioni di offerta del credito”. Lo ha detto Sergio Nicoletti Altimari della Banca d’Italia in audizione sulla Nadef. “In un contesto così fragile è importante che la politica di bilancio sia condotta con estrema prudenza. Scelte percepite come non pienamente in linea con l’obiettivo della sostenibilità dei conti pubblici potrebbero inasprire le condizioni di finanziamento, già restrittive, acuendo le incertezze sugli sviluppi macroeconomici”, ha detto Nicoletti Altimari. “Su queste percezioni hanno un peso rilevante le valutazioni relative al potenziale di crescita dell’economia, per aumentare il quale sono cruciali gli investimenti e le riforme strutturali”, ha osservato. “L’elevato rapporto tra il debito pubblico e il Pil è un serio elemento di vulnerabilità: riduce gli spazi di bilancio per fare fronte a possibili futuri shock avversi; espone il Paese al rischio di tensioni sui mercati finanziari; aumenta il costo del debito per lo Stato, e in ultima analisi per le famiglie e le imprese”, ha sottolineato. Poi il Vice Governatore di via Nazionale Cipollone: “Le aspettative sull’inflazione “restano ancorate, ma non possiamo riposare sugli allori. La politica della Bce dovrà continuare a basarsi sulla valutazione costante delle prospettive di inflazione, sulle dinamiche dell’inflazione soggiacente e sulla forza del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Questo approccio prudente è necessario, viste le incertezze economiche geopolitiche rafforzate dagli eventi tragici che stiamo vedendo in Israele”.  Ed ancora sul conflitto israelo-palestinese, da registrare la posizione del Fmi: “ancora troppo presto” per capire gli effetti sull’economia dal conflitto in Israele e nelle striscia di Gaza. Queste le parole del capo ufficio studi dell’Fmi Pierre-Olivier Gourinchas rispondendo a una domanda sul tema alla presentazione del world economic outlook a Marrakech, stilato prima dell’esplosione del conflitto.
“Siamo molti tristi per la perdita di vite umane” ha detto “osserviamo con molta attenzione la situazione” aggiungendo di sperare in una “rapida soluzione” del conflitto.

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