La guerra di Putin

Nuovo appello del Papa: “Affidiamo a Maria la pace nel mondo”

Non si alza Francesco perché quel ginocchio che lo fa soffrire lo costringe sulla sedia, ma lo vorrebbe eccome per salutare il più possibile tutti e lo dice, scusandosi ancora una volta alla fine dell’udienza generale, con la speranza di mettersi presto alle spalle questo impedimento. Ma certamente lo vorrebbe per accompagnare col gesto la carica del cuore, quella che lo spinge in ogni circostanza a chiedere che la crisi, anzi le crisi del mondo frantumato dalle guerre, finiscano di mordere il pianeta guardando a Maria che in questo mese si prega con speciale assiduità.

Vi invito ad invocare la sua intercessione per le vostre intenzioni personali, per le intenzioni della Chiesa e per la pace nel mondo.

Questo invito lo rivolge parlando alle persone di lingua tedesca in Piazza San Pietro ma, come in un percorso a tappe, quasi con ogni gruppo linguistico la richiesta viene riformulata e riaffidata. Come con i polacchi, in festa per la solennità della Vergine, regina del Paese. All’udienza generale in Piazza San Pietro, il Papa parla del personaggio biblico di Eleazaro per sottolineare il valore del legame tra fede e vita che gli anziani possono testimoniare ai giovani, a dispetto di un clima culturale che spesso lo mette in ridicolo o lo ritiene anacronistico. È un personaggio biblico chiamato Eleazaro, di cui riferisce il secondo libro dei Maccabei, il protagonista della riflessione proposta dal Papa sul tema dell’anzianità. Quella di Eleazaro è la testimonianza dello speciale rapporto che esiste fra la fedeltà della vecchiaia e l’onore della fedeun aspetto che il Papa vuol mettere in evidenza osservando che l’onore della fede si trovi spesso “sotto la pressione, anche violenta, della cultura dei dominatori, che cerca di svilirla”, trattandola come una realtà anacronistica. La fede, invece, “merita rispetto e onore” perché “è una benedizione per tutti!”. La vecchiaia, prosegue Francesco, è decisiva per rendere ai giovani la testimonianza della rilevanza della fede e del suo reale rapporto con la vita. Se questa testimonianza venisse a mancare le nuove generazioni sarebbero portate a vedere la fede “come un insieme di comportamenti che, all’occorrenza, possono essere simulati o dissimulati, perché nessuno di essi è così importante per la vita”. Tocca proprio agli anziani, afferma ancora il Papa, “restituire alla fede il suo onore, fino alla fine”. Praticare la fede non è segno della nostra debolezza, ma mostra la sua forza. E “non è una cosa ‘da vecchi’ – prosegue il Papa-. No. E’ cosa di vita”. “E’ una benedizione per tutti!”

Tratto da Vatican News

aggiornamento la Guerra di Putin ore 16.36

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